Con Picasso si va sempre all’incasso

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C’è a Roma una mostra dal titolo Picasso e la fotografia: gli anni della maturità. Fotografie di Edward Quinn e André Villers, 1951-1973 (a Palazzo Merulana, fino al 26 agosto). Ma ce ne potrebbe essere qualcun altra da qualche altra parte del mondo dal titolo “Picasso e i funghi”, oppure “Picasso e i Moschettieri”, o magari “Picasso e le stelle” o, in tempi di celebrazione, “Picasso e la Luna” e, perché no, “Picasso e Picasso”.
Ci potrebbero essere tutte queste perché Picasso, con i suoi venticinquemila dipinti e migliaia tra disegni, sculture, incisioni etc. etc. ha firmato in totale quasi quarantottomila opere. Quindi non c’è praticamente soggetto che, sul serio o per gioco, non abbia affrontato. A Pechino, ad esempio, al centro d’arte Ucca, fino al 1° settembre, hanno allestito una mostra intitolata Picasso — La nascita di un genio : i biglietti sono stati già tutti venduti e, attorno all’isolato del museo, c’è sempre la fila di gente che aspetta il proprio turno per entrare.
Insomma, basta attaccare il nome “Picasso” a un soggetto qualsiasi e il successo è garantito. Con Picasso incasso! È praticamente matematico. Ma perché? Da dove arriva questa fascinazione per un artista del quale solo una sparuta minoranza di esperti potrebbe citare un’opera famosa? Mentre sono sicuro che, se si facesse un sondaggio chiedendo alla gente «chi è Picasso?», il 90 per cento — ma forse anche il 99 — risponderebbe «un famoso pittore ».

Francesco Bonami. da “quotidiano.repubblica.it”

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