A proposito di direttore dell’Apt dell’arcipelago toscano

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Sui giornali locali, in questi giorni, si parla di una possibile e auspicabile riconferma dell’attuale Direttore dell’Apt. Mi è difficile giudicare se in questi anni Disperati abbia fatto o meno un buon lavoro. Si parla di visibilità nei paesi del Nord Europa, ma non vengono dati i numeri dell’aumento delle presenze dei turisti provenienti da queste zone. Allora mi domando se si tratti di opinioni piuttosto che di fatti. Mi chiedo anche, da semplice cittadino, perché la Provincia abbia bandito una selezione pubblica per l’incarico di direttore dell’Apt, piuttosto che riconfermare Disperati con un atto presidenziale. Se devo essere sincero, mi piacerebbe che alla guida dell’Apt arrivasse un giovane elbano. Non tanto perché il direttore uscente non abbia ben lavorato, ma perché chi meglio di un elbano potrebbe promuovere l’Elba? Chi meglio di un giovane saprebbe sfruttare nuovi e moderni canali comunicativi? L’impressione generale, al di là degli eventi che possano essere stati organizzati, è che l’isola d’Elba sia sempre un passo indietro rispetto ad altre zone turistiche toscane – penso alla Val di Cornia o alla zona della Maremma che ogni anno vedono i loro turisti aumentare- e che all’isola manchi ancora una direzione, una identità precisa sulla quale puntare. Turismo d’èlite o di massa? Giovani o famiglie? Spiagge e relax o ambiente e cultura? Se non si decide su quali aspetti puntare, temo sia difficile fare un’efficace  promozione. Fra l’altro all’Isola d’Elba  esistono queste professionalità: il direttore dell’Apt della Maremma, Fabrizio Niccolai è di Portoferraio  e ha lavorato così bene che il New York Times ha eletto la Maremma come prima destinazione italiana, davanti a Roma e all’undicesimo posto fra le località di tutto il mondo. Senza nulla togliere ai cugini grossetani, mi sento di poter affermare che l’Isola d’Elba non ha nulla da invidiare a quelle zone, anzi. Non sono elbano, ma per me l’isola è il posto più bello del mondo e spero che sia lo stesso per chi guiderà l’Apt nei prossimi anni.

Gerardo La Barbera

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