Lettere in redazione

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Egregio Signor Direttore,
c’è un dramma oggi che è alla base di molti altri drammi della società. C’è 
un reato grave contro tutti, contro la pace e la vita, che viene compiuto 
con frequenza micidiale nelle separazioni ma anche in tante famiglie 
apparentemente sane ed unite.

Questo dramma è l’impossessamento dei bambini, e delle loro menti. 
Prendiamo le separazioni: da vent’anni, ancora oggi, ogni 100.000 
separazioni (3/4 richieste da donne) 80.000 madri chiederanno ed otterranno 
l’affido esclusivo o prevalente dei figli, un affidamento “schiacciante” 
che mortifica la libertà fisica e mentale del bambino, che lo rapisce e lo 
chiude in gabbie di obblighi e costrizioni dalle quali l’altro genitore non 
potrà salvarlo perché anch’esso è costretto e se si ribellasse incorrerebbe 
in pesanti sanzioni e nel carcere.

I nostri più recenti Avi, scrittori della Costituzione, dei diritti e dei 
doveri, delle responsabilità, delle libertà e delle speranze, oggi 
stenterebbero a credere tanta crudeltà che ogni anno strappa oltre 90.000 
bambini ai loro più essenziali affetti ed interessi morali ed educativi. 
Quando loro scrissero la Costituzione vollero proteggere la Nazione ed i 
loro successori dagli scempi delle guerre, del sangue e della 
disuguaglianza tra popoli, e sarebbero stupefatti nel vedere come il nemico 
più grande oggi venga da dentro. E' una loro colpa quella di aver menato e 
punito solo i figli maschi, quando mentivano, quando non erano etici, 
civili, corretti, quando erano ladri, bugiardi, dissennati: avrebbero 
dovuto riservare (e salvare) lo stesso trattamento alle loro figlie.

Questi sono i risultati: 80.000 madri (solo nelle separazioni) che ogni 
anno si “prendono” bambini e ragazzi ancora non maturi e fragili, tagliando 
via dalla loro vita gran parte delle loro speranze, ricchezza, possibilità, 
libertà, sviluppo, violando qualsiasi fondamento di libertà, espressione, 
uguaglianza, partecipazione, responsabilità, ispirazione, dell’altro 
genitore, degli altri nonni, zii, cugini, dell’altro in genere.

Così insegnano ai loro bambini che la vita è una proprietà. Così insegnano 
ai loro figli l’egoismo, la solitudine, l’odio. Così imprigionano i figli 
cittadini del futuro nel baratro del mono-genitore, della mono-opinione, 
dell’assenza di confronto, scambio, collaborazione, comprensione.

La società di oggi in regressione morale, asettica di valori ed etica, la 
società che più che società sembra un insieme non coeso di esseri 
autistici, è il risultato di questo impossessamento in fasce dei propri 
cittadini, di questa castrazione di ogni slancio ed apertura, dell’atrofia 
delle menti istupidite dal controllo, dall’isolamento, dal plagio di 
un’orda di genitrici che dietro la scusa di ansie ed iperprotezione 
chiedono ed ottengono il razionamento delle ore d’aria dei loro figli coi 
loro padri e col mondo intorno, e stanno uccidendo la voglia di vivere, 
respirare, sperare, costruire, fortificarsi, dei bambini e dei ragazzi e 
con loro della società stessa.

Non so come andrà a finire. Dio, o la Natura, o la volontà di uomini e 
donne ancora sani, possano salvarci da questo lento declino e 
strangolamento a cui siamo oramai tutti sottoposti, da questa tirannia 
ancora non pienamente riconosciuta ed ammessa. Una guerra c’è già in corso, 
e c’è bisogno di persone che si uniscano e si scrollino dal torpore per 
espugnare le mura del possesso e della schiavitù delle piccole anime e 
delle piccole menti, per ridare a tutti i figli la speranza di un futuro 
più aperto, condiviso, propositivo, per rimettere nei loro occhi quella 
saggezza e quella luce di cui hanno bisogno per poter illuminare il nostro 
ed il loro futuro.

In fede. F.BARZAGLI

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