Ru486, scomunica per chi la usa e per chi la fa usare

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Monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita, è stato chiaro, anzi, chiarissmo. L’uso della pillola in questione comporta la scomunica per le donne che vi fanno ricorso così come per i medici che l’hanno prescritta perché la sua assunzione è analoga a tutti gli effetti dell’aborto chirurgico. “Dal punto di vista canonico è come un aborto chirurgico. L’assunzione della Ru486 equivale ad un aborto volontario con effetto sicuro, perché se non funziona il farmaco c’è l’obbligo di proseguire con l’aborto chirurgico. Non manca nulla. Cosa diversa è la pillola del giorno dopo, che, pur rivolta ad impedire la gravidanza, non interviene con certezza dopo che c’è stato il concepimento. Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo”.
Ricordiamo che ieri dopo una riunione durata più di quattro ore è arrivatoil via libera a maggioranza (quattro contro uno) dall’Agenzia italiana del farmaco alla pillola abortiva.ù
Il Governo tramite il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella aveva espresso preoccupazione.