Cina e Russia entrano nel ‘governo’ di Internet

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Anche la Cina entra a far parte del governo mondiale di Internet. Il colosso asiatico ha aderito al Gac – Governmental Advisory Committee – di Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’organismo internazionale che sovrintende al funzionamento della Rete e del sistema dei domini a livello mondiale.

“E’ un fatto politico significativo e lungamente atteso”, commenta l’ingegner Stefano Trumpy, dirigente di ricerca all’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) e rappresentante del Governo italiano nel Gac di Icann. “La Cina è infatti la nazione al mondo che ha in assoluto il numero più elevato di utenti Internet, 298 milioni a gennaio 2009, e di domini (i nomi targati .cn sono quasi 17 milioni)”.

L’ingresso cinese, avvenuto all’ultima riunione Icann di Sydney, è stato accompagnato dalla presenza della Russia come ‘invited guest’. “Con queste new entry, nel Gac sono presenti gli Stati che comprendono oltre il 90% dell’utenza mondiale della rete”, prosegue il ricercatore dell’Iit-Cnr. “Questo dato smorza le critiche di quanti sostengono che entro Icann non siano sufficientemente rappresentati i governi nazionali”.

La Cina negli ultimi anni ha conosciuto una vera e propria esplosione di Internet, i cui tassi di crescita non hanno precedenti né pari: solamente dal 2007 al 2008 i navigatori sono cresciuti del 42%, quelli connessi tramite cellulare (117 milioni) del 133%, i blog censiti sono 162 milioni. “L’auspicio – aggiunge Trumpy – è che l’ingresso della Cina nel Gac possa anche favorire un maggiore rispetto della libertà degli utenti Internet”.

Icann introdurrà a breve innovazioni che permetteranno agli utenti di registrare nomi scritti in caratteri diversi dall’alfabeto latino (cinese, giapponese, arabo, ebraico, greco, cirillico, coreano, etc): a guidare tale svolta il neo-presidente e amministratore delegato Rod Beckstrom, esperto in sicurezza, high-tech e attività internazionali a favore dei Paesi in via di sviluppo, già direttore del centro nazionale sulla cyber-sicurezza Usa.

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