Serie A, vincono Spal, Genoa e Sampdoria: al Milan non basta Ibra

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Alla fine si è giocato come era previsto a porte chiuse: il Milan ha perso in casa 2-1 con il Genoa mentre la Sampdoria ha battuto in rimonta il Verona 2-1. La Spal ha vinto 1-0 a Parma con un rigore di Petagna. Finisce 0-0 tra Udinese e Fiorentina. Stasera Juventus-Inter ma non si placano le polemiche Il risultato di Milan-Genoa si è sbloccata dopo pochi minuti grazie al gol del rossoblù Pandev. E per festeggiare la realizzazione diverso compagni dell’attaccante genoano sono corsi ad abbracciarlo e baciarlo, in barba alle norme di sicurezza contro il coronavirus. “Oggi si è giocato per un gesto irresponsabile della Lega di serie A e del suo presidente Dal Pino”. Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora intervenendo a 90 minuto su Rai due. “E’ vero che nel dpcm c’è ancora la disposizione delle porte chiuse, ma stiamo consigliando agli italiani di stare a casa. Il mondo del calcio si sente immune da regole e sacrifici”. “Il Consiglio di Lega Serie A, riunitosi nel frangente dello slittamento orario dell’inizio della gara del Tardini, ha ritenuto doveroso rispettare le indicazioni governative previste nel DPCM di questa mattina, proseguendo con lo svolgimento delle partite a porte chiuse”. E’ invece l’opinione della Lega di Serie A che ha spiegato così la decisione di far svolgere le gare della Serie A, nonostante la richiesta di fermare il campionato anche da parte del ministro Spadafora. “Contravvenendo alle previsioni contenute nel Decreto – prosegue la nota -, l’AIC ha chiesto, a pochi minuti dal fischio di inizio, la sospensione del campionato, paventando lo sciopero dei calciatori. Una richiesta che ha messo a serio rischio la tenuta del sistema, già fortemente penalizzato dallo stato di emergenza, minacciando anche il pagamento degli stessi stipendi dei calciatori”.  La replica dell’Aic: “Giocato per responsabilità, ma la Serie A va fermata”

Tensioni prima del match di Parma – La prima surreale partita della A a porte chiuse per l’emergenza Coronavirus, resa ancor più distopica dal rinvio di 75 minuti rispetto all’orario di inizio fissato per le 12.30 (mentre le squadre stavano scendendo in campo la Lega le ha bloccate valutando se confermare o meno il match) la vince la Spal grazie ad un rigore molto generoso concesso da Pairetto e realizzato da Petagna. Match dai contenuti tecnici modesti e ovattato per l’assenza di pubblico. E caratterizzato, soprattutto, dal lunghissimo prologo con le squadre bloccate a pochi minuti dall’ingresso sul terreno del Tardini da una telefonata della Lega che metteva in dubbio lo svolgimento del match: effetto di un “consiglio” del ministro Spadafora che invitava la Lega calcio a bloccare tutte le partite. Le squadre sono state richiamate negli spogliatoi e tenute ferme per oltre un’ora. Furioso il ds parigiano Faggiano. Vacillanti i giocatori con lo spallino Floccari teso e preoccupato per queste montagne russe. Poi il via libera, con un nuovo riscaldamento e ricarica psicologica. La Spal, ad ogni conto, coglie tre punti fondamentali in ottica salvezza e spezza una serie negativa di cinque sconfitte consecutive. Per Di Biagio primo sorriso da biancazzurro (dopo due ko) e per la Spal prosegue la serie felice contro il Parma: quattro vinte su quattro nelle ultime due stagioni. In generale i biancazzurri tornano alla vittoria, ancora esterna, dopo l’ultima colta a Bergamo sull’Atalanta il 20 gennaio. L’episodio decisivo al 22′ della ripresa: palla lenta ed innocua in area parmigiana, Valoti va in anticipo un po’ scomposto: Bruno Alves alza la gamba e tocca leggermente lo spallino. Pairetto non ha dubbi e fischia il penalty. Il Var lo chiama, l’arbitro consulta e dopo 2′ conferma la decisione. Petagna spiazza Colombi e insacca.

Quagliarella trascina la Samp, Verona ko – La Sampdoria regala un tempo al Verona, che chiude la prima frazione in vantaggio con una autorete di Audero, poi grazie ad un super Quagliarella autore di una doppietta rimonta. Un successo fondamentale per i blucerchiati in chiave salvezza mentre la squadra di Juric rallenta la sua corsa verso l’Europa league. Il recupero della 26/a giornata, giocato a porte chiuse, regala alla Samp una vittoria che è una manna vista la pochezza con cui è stata in campo nella prima frazione. Ma il Verona non ha approfittato fino in fondo di questa situazione perché non ha saputo andare oltre un gol di vantaggio nonostante le almeno le tre palle gol create su cui Audero si è opposto con bravura. Poi, quando nella ripresa Ranieri ha messo la Samp a specchio con il Verona (3-5-2), la squadra è cresciuta e ha saputo ribaltare il risultato.

Ibra non basta, il Genoa affonda il Milan – La gioia del Genoa, corsaro 2-0 in casa del Milan, è immensa ma sopraffatta da un contegno dignitoso. I baci al gol (7′) di Pandev lasciano spazio al “batti cinque” per il raddoppio di Cassata (41′) ma diventano abbracci collettivi e foto di gruppo al triplice fischio. Il minimo indispensabile delle celebrazioni, comunque in barba alle raccomandazioni per evitare il contagio del Coronavirus. Porte chiuse, silenzio irreale: a fare un po’ di rumore c’è solo Francesco Mandelli, inviato di ‘Quelli che il Calcio’, a cui però vengono presto sequestrate le trombette. Non erano autorizzate. “Giocare senza pubblico non è calcio”, la protesta civile di Pioli che – senza voler fornire alibi alla squadra – si accoda a chi ha dei dubbi legittimi su questa situazione. “Noi allenatori – sostiene Nicola – non abbiamo competenze per decidere cosa fare”. Si sentono nitidi gli incitamenti e le proteste. Non ci sono spicchi di tifosi rossoblù sotto cui festeggiare un successo importante in chiave salvezza – raggiunto il Lecce a quota 25 – ma Perin e compagni – su indicazione di Nicola – improvvisano un applauso virtuale verso chi non c’è. Non ci sono fischi per cui scusarsi da parte dei padroni di casa, per cui San Siro si conferma terreno maledetto (17 punti in 13 gare). La rete in mischia di Ibrahimovic (77′) è mera illusione di rimonta e l’Europa scivola un po’ più lontana.

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