Francesco Paolo Michetti, iniziative per gli ottanta anni dalla morte

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l 5 marzo del 1929, nel cuore di un secolo difficile, si spense a Francavilla a Mare uno dei più grandi figli di una terra che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, ha dato all’Italia alcuni grandi protagonisti della cultura Europea : Francesco Paolo Michetti, nato a Tocco da Casauria il 4 agosto 1851.

La Fondazione Michetti, che è stata costituita per onorare il nome del maestro attraverso l’attività del Premio di pittura, intende ricordarlo a quanti hanno a cuore l’arte e la cultura. Un riconoscimento non solo nei confini nazionali ma anche nei tanti paesi in cui è stato ammirato ed apprezzato per la sua forza, il suo talento e la personalità che ne fecero, in un sodalizio inimitabile con Gabriele d’Annunzio ed altri grandi del suo tempo, un innovatore ed un esempio da imitare per generazioni di artisti.
Scriveva Claudio Strinati, in occasione della mostra che la Fondazione gli aveva dedicato nel 1999, che “Michetti vive nell’epoca che segna, per noi, la nascita della modernità, del sapere scientifico applicabile alle nuove tecnologie, dell’indagine profonda della psiche. E’ l’epoca, come ben si vede negli esiti del mondo letterario e musicale, del grande rimescolamento dei linguaggi, dell’annullamento dell’apparente tra innovazione e tradizione.” Un ruolo da protagonista, quello del pittore, con forti radici ed una naturale proiezione internazionale simboleggiato proprio dal Cenacolo di Francavilla che ha costituito un primato indiscusso nel panorama culturale mondiale e nella proposta non solo di una ventata di iniziative e di personalità nei vari campi dell’arte e della cultura. Una comunità culturale ed umana con radici abruzzesi e proiezione internazionale.
La Fondazione ha in programma una serie di iniziative a Francavilla, e nella capitale in collaborazione con le varie istituzioni nazionali e locali.

In particolare a Michetti sarà dedicata la Sessantesima edizione del premio di pittura che da lui prende il nome e che ha consolidato negli anni la sua fama e l’apprezzamento degli studiosi anche oltre i confini nazionali. E’ noto che la Rassegna annuale di Francavilla è non solo la più antica d’Italia, ma si fa vanto di aver ospitato nel corso di decenni i maggiori artisti italiani e di aver valorizzato giovani talenti che si sono poi affermati anche in campo internazionale; anche in questo caso l’elenco sarebbe lunghissimo.

Non a caso, due anni fa, la Fondazione Michetti ha voluto rinsaldare i suoi vincoli con la Biennale di Venezia che a Michetti è legata fin dalla sua prima edizione, promuovendo un grande convegno sul tema dell’arte con la presenza ed il qualificato
intervento del sindaco della città lagunare Massimo Cacciari e del teologo Mons. Bruno Forte.

Dichiarazione di Vincenzo Centorame, presidente della Fondazione Michetti:

“Questo difficile, per molti versi persino drammatico 2009, può essere per noi abruzzesi e non solo, un anno di ripresa e di riscossa anche all’insegna dell’arte e di Francesco Paolo Michetti. Un artista che non può essere dimenticato da una Regione che a Lui deve molto che nel suo nome può dare inizio ad una nuova stagione, ad una ripartenza in tutti i settori della società abruzzese gravemente toccata dai segnali della crisi che è anche culturale e morale. Proprio la storia del Premio Michetti dovrebbe insegnare molto a tutti gli abruzzesi e, in particolare, alla sua classe dirigente. Non dimentichiamo che un piccolo gruppo di volenterosi, con le rovine della seconda guerra mondiale ancora fumanti, ha pensato nel 1946 ed ha poi varato nel 1947 la prima edizione della Rassegna di pittura destinata ad ospitare, fino ad oggi, oltre settemila artisti, tra i più grandi a livello nazionale ed internazionale.
Proprio negli anni scorsi si è anche realizzato il sogno della costituzione del Museo d’Arte contemporanea di Francavilla, frutto della volontà di due maggioranze regionali di segno opposto ma decise a ricongiungere in un solo splendido sito espositivo, Palazzo san Domenico, un grande ed inimitabile patrimonio di opere che dà conto di tutto il meglio dell’arte dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.
Bisogna mantenersi quindi in piedi tra le rovine di questo tempo difficile per ricominciare da segni che contano più di ogni altra cosa e che possono portare anche ad una ripresa generale della nostra regione. Quello che noi facciamo è un appello al Ministero dei Beni Culturali e, soprattutto, alla classe dirigente abruzzese, agli operatori economici ed ai tanti amici che ovunque conoscono ed apprezzano questa lunga ed inimitabile storia italiana fatta di passione, disinteresse e lavoro.”

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