Napoleone e Letizia all’Isola d’Elba, secondo Marcello Camici

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La GBE / Ginevra Bentivoglio EditoriA ha il piacere di partecipare al ricordo di Napoleone e alla sua
permanenza all’isola d’Elba in occasione del bicentenario del suo arrivo a Portoferraio, con il volume
Napoleone e Letizia all’Isola d’Elba, racconto storico a firma di Marcello Camici, medico, docente universitario
e autore di molteplici testi di saggistica storica. Un libro di cui abbiamo ancora una volta la possibilità di
comunicare la presenza nelle librerie (dentro e fuori dall’isola) e la disponibilità online. Dello stesso autore,
sinceramente appassionato di storia dell’Isola d’Elba, dove è nato e tuttora risiede, sempre per la GBE, il
saggio L’Elba tra Medioevo e Rinascimento, viaggio alla scoperta di un’isola.
In Napoleone e Letizia all’isola d’Elba l’autore elbano si sofferma sull’esilio che tra il 1814 e il 1815 vide
l’imperatore francese Napoleone Bonaparte soggiornare all’Isola d’Elba, e nel descrivere tali eventi fa ricorso,
oltre ai frutti della ricerca storica, a colloqui e note epistolari “romanzati”, figli delle proprie fantasie giovanili.
Giunto sull’isola dopo l’abdicazione del 6 aprile 1814, Napoleone prese dimora a Portoferraio e dopo poche
settimane iniziò a darsi da fare per modernizzare l’Elba, favorendo la nascita di infrastrutture e il sorgere di un
nuovo clima culturale (e mondano). A fargli da supporto in tale percorso fu mamma Letizia, che lo raggiunse
sull’isola diventando fin da subito il suo “punto di riferimento”.
Quel che emerge dalle pagine del libro è dunque la storia di un figlio devoto e di una madre forte e tenace,
protagonisti di un rapporto troppo spesso trascurato dalle biografie sul condottiero che proprio all’Elba trovò
le energie per tornare alla ribalta. Fuggito dall’esilio il 27 febbraio 1815, già il primo marzo Napoleone tornò
infatti a Parigi per dare vita ai leggendari “Cento giorni” che costituirono il suo canto del cigno prima del
definitivo esilio sull’Isola di Sant’Elena… stavolta senza il supporto materno.
“Nella mia famiglia si parlava talmente tanto di Napoleone Bonaparte che ormai era uno di casa. Mi sembra infatti di
conoscerlo da sempre, e così scrivere di lui non mi è mai stato difficile, anche grazie alla familiarità che ho con i luoghi in cui
soggiornò durante l’esilio”, racconta Marcello Camici a commento del proprio lavoro. Aggiungendo che “tale mia
‘familiarità’ con l’Imperatore francese non poteva non coinvolgere anche la figura della madre Maria Letizia Ramolino, o
semplicemente Letizia, colei che tanta importanza ebbe durante il suo soggiorno elbano”.
Il nuovo libro di Marcello Camici mira quindi a ricordarci che la Storia non è solo quella dei grandi
avvenimenti e delle battaglie campali, ma essa è anche tutto quel che vi sta “dietro”, che vi viaggia “in
parallelo”, “silenziosamente”.

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