Isola d’Elba, insegna matematica ma è un vero creativo

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Portoferraio – Carlo de Lauro è un insegnante di matematica e scienze in una Scuola Secondaria di I Grado. E’ iscritto a youtube dal 2006. Qui ha cominciato a pubblicare, dal 2008 i suoi cortometraggi, quasi tutti girati sull’Isola d’Elba ed ha cominciato ad avere sempre più commenti positivi, raggiungendo in 7 anni più di 1300 iscritti e circa un milione di visualizzazioni. Ma come nasce la sua produzione video? E’ una passione che ha sempre avuto, sin da piccolo. E da quando si è trasferito sull’Isola d’Elba per lavoro ha cominciato a mettere in pratica questa sua passione. I suoi video sono un’evasione, un cercare se stessi attraverso le cose semplici che ci circondano, ma che spesso non osserviamo e non notiamo neanche. Ogni video consiste in cinque minuti di pausa per fermarsi a pensare. Attraverso ognuno di essi si ha un attimo di riflessione. E’ come se ciascun video dicesse allo spettatore: “Fermati un attimo, spegni la luce e qualsiasi fonte di rumore, mettiti le cuffie e ascolta e osserva, non solo la musica e le immagini, ma te stesso. E fallo sempre più spesso, perché è importante!”. La prima cosa che si osserva in ciascun video sono le riprese, che apparentemente sono slegate tra loro, senza nessun nesso logico. Poi si passa alla scelta della musica e quindi al montaggio. In base alla musica scelta l’autore ha già in mente il tipo di montaggio e di cortometraggio da realizzare. Una volta che il montaggio è terminato nasce il titolo. Inizialmente ciascun video non ha un titolo. Il titolo nasce istintivamente e generalmente non è una frase molto lunga, ma è formato da due o tre parole, a volte anche una sola. Il titolo deve riassumere la sensazione che deve trasmettere il video. L’autore è conosciuto su youtube con il nome DELAURUS. Molti suoi cortometraggi, infatti, cominciano con la scritta “DELAURUS PRODUCTION” e terminano con l’indicazione del sito internet per collegarsi al suo canale YouTube (www.youtube.it/delaurus). Una caratteristica che salta subito agli occhi guardando i suoi cortometraggi è il particolare. Infatti nelle sue riprese sono presenti molti zoom e inquadrature molto ravvicinate: il particolare dei capelli di una ragazza che scrive di fronte al mare, i riflessi dorati del mare, il Sole che tramonta dietro una montagna, oppure un gabbiano in volo. Ogni cortometraggio non ha una sceneggiatura già scritta, ma nasce tutto per istinto, passando dalle riprese alla musica, dalla musica al montaggio. E’ il ritmo musicale della colonna sonora scelta che guida il montaggio. Molti iscritti al canale Youtube hanno notato nei cortometraggi la presenza molto frequente del gabbiano, spesso reso con caratteristiche quasi umane. Si può osservare spesso il gabbiano che osserva il tramonto di fronte al mare, oppure in primo piano con le ali spiegate mentre vola, o che passeggia sulla spiaggia alla ricerca di cibo. L’autore non riprende soltanto paesaggi ma vi è sempre la presenza di esseri viventi. Un’altra cosa che uso spesso nei suoi lavori è l’uso accelerato delle immagini. Spesso l’autore realizza delle riprese al tramonto che durano mezz’ora, ma nel cortometraggio vengono ridotte a meno di un minuto, anche soltanto dieci secondi. A volte l’immagine viene accelerata di trenta volte e questo dà la sensazione che il Sole vada rapidamente a nascondersi dietro la montagna. Questo offre allo spettatore un effetto molto piacevole, anche perché spesso si osserva il correre delle nuvole, come cavalli in una prateria. Lo spostamento dell’inquadratura nelle sue riprese è molto raro. Le sue sono quasi delle fotografie in movimento, dove ciò che comunica allo spettatore non è il movimento della videocamera, ma quello degli oggetti che ripresi in quel determinato momento. Montando insieme queste fotografie in movimento l’autore dà origine a una storia. Il nostro sguardo non riesce mai a captare tutto ciò che ci circonda. Anche quando guardiamo un tramonto, una parte della realtà è nascosta al nostro sguardo, non riusciamo mai a captare completamente il tutto. Tutto ciò che è alle nostre spalle, ad esempio, non riusciamo a vederlo, ma soltanto ciò che è dinanzi ai nostri occhi. Tuttavia con la videocamera, facendo un opportuno montaggio, è possibile superare questo problema. Il montaggio, infatti, dà la sensazione allo spettatore di guardare contemporaneamente due cose separate nello spazio e nel tempo, ma ravvicinate. Ecco quindi che il video, anche se racchiuso in un rettangolo (lo schermo), può dare allo spettatore la sensazione di vedere qualcosa di più della realtà stessa. Ogni cortometraggio è quindi un’emozione sintetizzata dal titolo scelto. Così come il libro è in mezzo tra lo scrittore e il lettore, il video è in mezzo tra il videomaker e lo spettatore. Se si crea un legame tra queste due figure, allora il video ha ottenuto lo scopo che l’autore si era prefissato. Spesso il suono del mare, il cinguettio degli uccelli, o il rumore della pioggia, che si sentono nei cortometraggi sono effetti sonori aggiunti in fase di post-produzione. Questo rende ancora più forte l’impatto, perché oltre alla vista viene stimolato anche l’udito. L’acqua del mare è l’elemento più presente; il mare con i suoi riflessi argentei o dorati, le sue onde, il suo movimento, il suo infrangersi contro le rocce. Nei cortometraggi sono anche presenti molti tramonti, la Luna e molti chiaroscuri. Molte riprese sono caratterizzate da forti chiaroscuri, sono cioè realizzate in controluce, per cui si osserva una netta differenza tra il buio delle montagne e la luce intensa del cielo. Si notano molto le forme, ma non si riesce a distinguere i colori e le gradazioni di colore. Nei cortometraggi più recenti l’autore ha anche cominciato a collaborare con Valeria Corsi, che ha prestato la sua voce, come voce narrante dei suoi cortometraggi. La sua bellissima voce descrive in maniera perfetta ciò che l’autore vuole esprimere attraverso le sue riprese.

Guardatevi, https://www.youtube.com/user/delaurus