Inaugurato l’anno accademico del Polo universitario penitenziario dell’Università della Calabria

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Lo studio come opportunità per dare inizio ad una nuova vita, possibilità di acquisire nuove conoscenze e orizzonti culturali che danno forza e contenuto ai percorsi di recupero, aprendo nuove prospettive.
Con questi obiettivi il rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, ha fortemente voluto la realizzazione di un Polo universitario penitenziario che oggi è stato ufficialmente avviato, con l’inaugurazione dell’anno accademico presso la Casa di Reclusione di Rossano.
«Questa è una giornata simbolo – ha detto Crisci – che identifica la fine di un percorso e l’inizio di uno nuovo: finisce la fase delle iniziative spot e parte la fase strutturata. Con la nascita del Pup, onoriamo quella che è la terza missione, uno dei punti fondamentali dei nostri compiti istituzionali e formativi, ovvero essere sul territorio per aiutare a costruire un tessuto culturale diverso. Per questo ringrazio in maniera particolare il professor Piero Fantozzi che è stato il motore di questa iniziativa”.
“Per gli studenti detenuti non si tratta soltanto – ha detto ancora il rettore – di avere un riscatto sociale, ma si tratta di una sfida con se stessi. Studiare in carcere richiede soprattutto motivazione e una grande forza di volontà. Insisterò – ha promesso in conclusione Crisci – con gli altri rettori calabresi affinché un Polo simile sia fondato anche nelle loro università”.
Sono in tutto 16 i detenuti, divisi tra i carceri di Rossano, Paola e Castrovillari, che si sono iscritti ai corsi di laurea dell’Unical, di cui sei in questo anno accademico, con scelte che si concentrano maggiormente nei corsi di laurea del settore politico, sociale, economico, umanistico.
“Si tratta – ha detto ancora il rettore – di riscoprire nel detenuto una persona al di là del suo reato, una persona che ha il diritto di avere una possibilità di migliorarsi e di essere reinserito nella società, dopo aver scontato la sua pena”.
Un pensiero condiviso da tutti gli intervenuti, tra i quali Franca Garreffa, responsabile didattico del Polo Universitario Penitenziario, Giuseppe Carrà, direttore Casa di reclusione di Rossano, Piero Fantozzi, delegato del rettore al Polo universitario penitenziario, Francesco Raniolo, direttore Dipartimento Scienze politiche e sociali, Francesco Garritano, direttore Dipartimento Studi umanistici, Pina De Martino, dirigente scolastico Iis Majorana di Rossano, Tina Iannuzzi, dirigente Centro provinciale istruzione adulti di Cosenza e dal provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, Massimo Parisi.
Oltre agli esami, alle sedute di laurea e agli incontri con i docenti, all’interno dell’Istituto Penitenziario si terranno incontri di orientamento e brevi cicli di lezioni, sempre nel pieno rispetto delle condizioni che permettano la sorveglianza. Per accompagnare gli studenti-detenuti nel percorso di studio e assisterli nell’espletamento di tutte le attività connesse alla carriera universitaria, è infine prevista la presenza di tutor, studenti iscritti all’Università alle lauree magistrali o al dottorato. Nel corso della mattinata sono intervenuti anche alcuni degli studenti del Polo Universitario Penitenziario. Gli intermezzi musicali sono stati affidati alle intense voci e alle chitarre di Daniele Moraca e Sasà Calabrese.

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