Caro Direttore

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Caro Direttore di Italynews,
Le invio per conoscenza e per una eventuale pubblicazione sul suo giornale on line la lettera che ho scritto e fatto recapitare alla signora Delia Volpi, socia di Wwf, in merito alla posizione che ha assunto il parco nazionale sul problema dei mufloni all’Elba. Lo scopo è quello di dare una maggiore e chiara informazione e divulgazione su questo argomento che angoscia molto la popolazione elbana e non solo.
addetto stampa del parco nazionale dell’arcipelago toscano

Gentile signora,
In premessa le dico che ha avuto un’informazione sbagliata. La decisione di eradicare il Muflone all’isola d’Elba non è stata presa “per gli ingenti danni che fa all’agricoltura”, ma semplicemente perché trattasi di specie alloctona o aliena, se preferisce.
Le chiarisco cosa si intende con questo termine. Secondo la CBD (Convenzione per la diversità biologica) è aliena “Una specie introdotta dall’uomo intenzionalmente o accidentalmente al di fuori del suo naturale areale distributivo, presente o passato”.
Il grande pubblico non sa che le specie aliene sono la seconda causa di perdita di biodiversità nel mondo, dopo la distruzione del l’habitat, come certifica la più grande organizzazione mondiale di conservazione della natura, la IUCN. Una prestigiosa e seria associazione ambientalista, BIrdlife International, ha scritto in un paper di pochi anni fa, che le specie aliene hanno concorso all’estinzione del 50% delle specie di uccelli che si sono estinte negli ultimi 500 anni (68 su 135) e che delle 179 specie minacciate in modo critico secondo la red list dell’IUCN, ben 78 lo sono per lo stesso motivo (44%). Un documento a firma congiunta CBD-IUCN del 2010 per la strategia per biodiversità 2011-2020 ricordava che ” L’eradicazione delle specie aliene viene consigliata sopratutto nelle isole, dove le specie invasive fanno i danni più grandi alla fauna e flora autoctone, costituite in gran parte da endemismi, in tempi brevissimi”.
Questa evidenze scientifiche hanno determinato una presa di coscienza delle istituzioni e l’Unione Europea ha emanato il regolamento 1143/2014 che vincola gli stati membri a prendere misure incisive nei confronti delle specie aliene. Lo stesso regolamento ha individuato 37 specie prioritarie da controllare in tutti i modi bloccandone commercio, trasporto, possesso e limitandone la riproduzione perseguendo, quando possibile, l’eradicazione delle stesse. Gli stati membri devono attuare detto regolamento. Quindi cosa dice la scienza e cosa dicono le norme è abbastanza chiaro.
Peraltro vedo che lei si firma come aderente al WWF, le consiglio anche di leggere cosa scrive la sua associazione riguardo alle specie aliene:
http://wwf.panda.org/about_our_earth/species/problems/invasive_species/ .
Quindi l’eradicazione di una specie aliena è indicata da direttive e norme internazionali ai fini della salvaguardia della biodiversità e alle quali ogni stato membro dell’Unione europea e in particolare un parco nazionale si deve attenere.
Con quanto premesso, non sarebbe necessario verificare caso per caso l’impatto negativo di una spesa aliena per tentarne l’eradicazione, soprattutto su un’isola. Ciononostante il parco ha comunque fatto degli studi che, ovviamente, confermano quanto ci si poteva aspettare. Nelle zone di presenza del Muflone, come nel settore occidentale dell’isola il numero delle plantule (ciò le piccole piante che garantiscono il rinnovamento del bosco) è di solo il 14% rispetto alle piante adulte. È il contrario della situazione normale, quando dovrebbero essere più abbondanti, come infatti avviene nel settore orientale dell’isola, dove il muflone è assente, e dove sono il 172% delle adulte.
Non so se il Muflone, come dice lei, all’isola d’Elba potrebbe essere un’attrazione turistica, ma, se lo fosse, rappresenterebbe un modello sbagliato di rapporto dell’uomo con la natura, fatto di manipolazioni ed azioni che alterano i normali equilibri naturali.
Il parco non è un giardino zoologico dove si va ad ammirare animali esotici, ma un territorio dove si salvaguardano i valori naturali che, quando sono alterati si cerca di ripristinare.
Quindi se riusciremo ad eradicarlo non vedrà più il Muflone, ma potrà vedere tanti animali che sono naturalmente presenti sull’isola e che trarranno beneficio dalla sua assenza. È quello che è successo all’isola di Montecristo dopo che abbiamo eradicato il ratto. Prima dell’intervento il 95% delle coppie di Berta minore non riuscivano a far involare il piccolo perché i ratti predavano o il pulcino o l’uovo. Da quando è stato fatto l’Intervento (2012) la situazione si è ribaltata e tra il 75 ed il 95% delle coppie di berta minore sono riusciti a far involare il piccolo e da allora sono stati più di 2000.
Se l’uomo non avesse fatto arrivare il ratto sull’isola di Montecristo, non ci sarebbe stato bisogno di eradicarlo, per far tornare la berta minore a riprodursi come la sua evoluzione naturale meritava.
Lei domanda se “qualche autorità” ha dato l’assenso per portare i mufloni sull’isola. È un fatto irrilevante per procedere all’intervento di eradicazione. Se con ciò vuol però sottintendere che, sia chi li ha immessi e chi eventualmente lo ha permesso, hanno sbagliato, siamo perfettamente d’accordo, infatti noi stiamo lavorando per riparare quest’errore. Come detto all’inizio una specie aliena è immessa volontariamente o involontariamente da parte dell’uomo ed è sempre uno sbaglio.
Sinceramente ci dispiace che non voglia venire più nell’isola d’Elba, mi permetto solo di farle notare che l’eradicazione del Muflone la renderà proprio più “naturale e selvaggia” in quanto la sua presenza è assolutamente “artificiale” (che se non mi sbaglio è il contrario di naturale).
Sinceramente spero che faccia presente la situazione, così come l’ho descritta, ai suoi colleghi belgi, vista la vicinanza con Bruxelles è probabile che conosceranno il citato regolamento U.E. 1143/2014 e che apprezzeranno un parco italiano che lo porta avanti.
Infine non capisco cosa c’entrino i lupi toscani con le specie aliene. Il lupo non solo in Toscana, come in Italia, è una specie autoctona, ma è anche particolarmente protetta dalla legislazione nazionale, i parchi italiani la tutelano con il massimo dell’impegno e sono stati determinanti per il recupero numerico della specie in Italia. Magari i belgi su questo non sono molto competenti visto che nel loro paese il lupo si è estinto fin dal medioevo, e visto che a differenza che in Italia, i loro dirimpettai francesi ne consentono l’abbattimento legale. Se poi si riferisce ad alcuni casi di bracconaggio sul lupo che si sono verificati in Toscana, come in altri luoghi d’Italia, si tratta di atti illegali, che, con quello che fanno i parchi e con il Muflone all’Elba. proprio non c’entrano nulla.

firmato Giampiero Sammuri