Il Pdl attacca la Questura di Roma sui numeri della manifestazione di ieri. Maccari (Cosip): “Il Governo non perde tempo per pugnalare la Polizia alle spalle, si vergogni!” Berlusconi: “Tutti danno i numeri che fa comodo dare”

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Polemiche a non finire sul numero dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma organizzata dal Pdl.
Berlusconi ha gettato acqua sul fuoco ma la polemica sale lo stesso. Berlusconi ha detto che “In queste manifestazioni tutti danno numeri che fa comodo dare, io non voglio entrare nel merito, dico solo che mi sono emozionato nel vedere tante persone e la qualità di queste persone, mi ha riscaldato il cuore”
“I funzionari della Questura di Roma sono dei professionisti seri della sicurezza e fanno dell’alto senso dello Stato e dello spirito di sacrificio il valore guida a difesa del popolo italiano”. Così il segretario dell’Associazione nazionale dei funzionari di polizia (Anfp) replica alle critiche rivolte dal presidente dei deputati del PdL, Cicchitto, alla Questura circa il numero dei manifestanti a San Giovanni. “Pertanto la stima sulla reale presenza dei manifestanti ieri a piazza San Giovanni è al di sopra di ogni dubbio”.

Cosa aveva detto Cicchitto?
Il capogruppo del Pldl alla Camera aveva detto che “Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è piena – prosegue il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on.Verdini (un milione) che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150 mila, ha perso di credibilità. Evidentemente alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”.

Pesantissima la dichiarazione di Maurizio Gasparri ieri sera al termine della manifestazione.
“Siamo grati alle forze dell’ordine per il loro impegno a Roma con la città impegnata in diverse manifestazioni. Siamo meno grati – ha detto Gasparri – al questore di Roma che evidentemente in preda a stress o in crisi etilica ha diffuso cifre false, in difetto, sui partecipanti alla nostra grande manifestazione”

“Un Governo – ha detto Franco Maccari, segretario Generale del Coisp – che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…)”.
“Nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento – dice Franco Maccari – fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? ”
Glielo diciamo noi cosa otterrà – dice ancora Maccari – un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto ai beceri istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.
“Caro Presidente Berlusconi – continua il Segretario Generale del Coisp – ci giunge voce, e non è solo una voce, che il suo coordinatore nazionale abbia inviato una lettera ai delegati abruzzesi per “intimargli” di raggiungere il numero di cinquanta pullman per Roma. Sa cosa significa questo politicamente? Significa che quella piazza la volevano in pochi, significa caro Presidente, che i primi a mettere in pericolo la gestione dell’ordine pubblico sono stati i suoi uomini intimando alla gente di partecipare”.
“Questo Governo è la farsa di se stesso – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – non una parola da quel palco è stata pronunciata in favore delle Forze dell’Ordine, non un provvedimento è stato annunciato sulla sicurezza nelle città. Eppure c’erano candidati alle presidenze di regioni “ad alto rischio” come la Calabria, che hanno fatto la parte dei servi sciocchi, cantando la canzone che il padrone aveva ordinato loro di cantare. Presidente il vero coma etilico è quello in cui Lei tenta di mandare questo Paese ubriacandolo di un vino di ultima scelta”.