Coronavirus, Matera: dal boom del 2019 al deserto del 2020

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Un calo nei primi due mesi del 2020 dell’80-90%: questo calcolano gli operatori turistici di Matera, ma la sensazione, camminando nei rioni Sassi “deserti”, è quella che il Coronavirus, prima con la paura e poi con le decisioni del Governo, abbia di fatto azzerato il turismo della città che nel 2019 è stata Capitale europea della Cultura. I dati dello scorso anno parlano di circa un milione di visitatori; le immagini e i “ricordi” – perché, nonostante siano passate solo poche settimane dalla cerimonia di chiusura dell’anno da “Capitale”, sono proprio ricordi – raccontano di piazze piene e di vie e viuzze dei Sassi inondate da turisti.

Un’inondazione reale – poi diventata “virale” attraverso i video diffusi sui social e arrivati in tutto il mondo – c’è stata il 12 novembre, con i Sassi travolti dall’acqua e dal fango. Da quel momento in poi – anche se tutto tornò alla normalità in pochissime ore – la storia recente di Matera ha svoltato, questa volta però in senso negativo: sono aumentate le cancellazioni per il fine 2019 e sono invece notevolmente diminuite le prenotazioni per l’inizio 2020.

Le prime settimane del nuovo anno hanno quindi lasciato gli operatori molto delusi. In tanti, in particolare tra i gestori di bar, ristoranti, B&B e affittacamere, si sono accorti che i conti non tornavano più e che il “boom” stava volgendo al termine, cominciando a pensare di chiudere. E negli ultimi giorni la paura del coronavirus ha inflitto un altro colpo pesantissimo all’economia cittadina, fino ad arrivare a una mattina che, a Matera – ma forse mai come a Matera se si pensa a tutto quello che c’è stato nel 2019 – è stata surreale. Di reale, nel primo giorno dell’entrata in vigore del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, c’è una città che ha perso per strada i turisti e che teme un tracollo. A parecchi pare inevitabile.

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