
Catania – Oggi (17 aprile) al Monastero dei Benedettini, il Festival del Management – organizzato da SIMA – ha aperto una giornata ricca di panel con un doppio focus dedicato ai nuovi modelli di leadership in tempi di crisi e al contrasto della violenza economica sulle donne, per poi proseguire con i temi dell’innovazione rigenerativa delle startup, smart cities, intelligenza intergenerazionale e formazione in contesti turbolenti. Complessivamente il Festival ha registrato 1600 presenze e più di cento relatori provenienti da tutta Italia, protagonisti del mondo delle imprese, del management e delle istituzioni.
«La violenza economica, spesso non riconoscibile, è diffusissima – ha dichiarato la responsabile scientifica di sede, la professoressa Elita Schillaci – tantissime donne oggi non hanno ancora la loro indipendenza finanziaria in famiglia. Mentre nelle aziende non vengono riconosciuti i loro meriti e vengono sottopagate rispetto ai colleghi uomini». In questo contesto si inserisce anche una misura concreta annunciata in questi giorni: l’aumento del Reddito di Libertà, che sale a 530 euro mensili per le donne vittime di violenza in condizioni di bisogno. «È un segnale significativo – ha sottolineato la professoressa Schillaci – perché consente di comprendere che quando si parla di reddito femminile si parla soprattutto di libertà: la capacità di essere indipendente e di portare avanti la propria vita e le proprie progettualità è un tema profondamente legato alla libertà personale».
I numeri emersi nel corso della giornata restituiscono un quadro chiaro e importante: «La violenza economica è stata riconosciuta come violenza di genere – ha dichiarato la vicepresidente esecutiva del Fondo Filantropico Italiano ETS Simonetta Schillaci – è una violenza molto subdola, invisibile e quasi normalizzata in certi contesti. Le beneficiarie dei nostri progetti sono donne che non hanno un reddito proprio, ma possono averlo. Dal nostro osservatorio emerge anche un dato significativo: l’80% dei filantropi sono donne e sono proprio loro a scegliere di sostenere progetti per aiutare altre donne». Un fenomeno diffuso, confermato anche dall’esperienza diretta dei centri antiviolenza. «Nel 2025 abbiamo accolto 369 donne – ha spiegato la presidente di Thamaia onlus Anna Agosta – i centri antiviolenza sono presidi fondamentali perché permettono di avviare un percorso per uscire dalla violenza. Circa il 30% delle donne subisce forme di violenza economica, che si manifesta nell’impossibilità di accedere al mondo del lavoro, nella necessità di lasciarlo o nell’impossibilità di gestire autonomamente le proprie risorse finanziarie».
Accanto alla denuncia, emergono anche segnali di cambiamento, soprattutto nei luoghi decisionali e nelle professioni. La presidente della Fondazione Bellisario Antonella Saeli, ha condiviso la propria esperienza personale: «Sono stata vittima in passato di violenza economica, perché vedevo colleghi avanzare rispetto a me, nonostante io viaggiassi a una velocità maggiore. Questo mi ha fatto comprendere le barriere strutturali presenti nella società e mi ha spinto a impegnarmi per e con le donne. I dati mostrano un’evoluzione significativa: nel 2011 c’era solo il 7% di presenza femminile nei CdA, mentre oggi abbiamo consolidato il 43%. Esiste quindi un 20% di aziende italiane dove è stata raggiunta la parità di genere nei consigli di amministrazione. Inoltre, nel settore finanziario, le donne sotto i cinquant’anni nei CdA guadagnano più degli uomini: un risultato importante».
«Il 23% dei consulenti finanziari sono donne – ha aggiunto la presidente del Festival della Cultura Finanziaria Teresa Calabrese – e dagli ultimi esami emerge una partecipazione femminile sempre crescente. È un dato che fa ben sperare per la crescita del territorio siciliano».
Resta però fondamentale ampliare le opportunità per tutte le donne, anche al di fuori dei percorsi tradizionali. «È necessario superare l’idea che esistano lavori prettamente maschili – ha affermato la presidente di Ekso srl Sabrina Sabatini – oggi, grazie alle tecnologie, le macchine sostituiscono il lavoro di forza e consentono alle donne di svolgere attività un tempo considerate esclusivamente maschili. Nella nostra azienda, negli ultimi dieci anni, 20 donne sono entrate nel ruolo di operaio e fanno parte delle squadre più efficienti dal punto di vista economico».
Il tema dell’indipendenza economica si lega così in modo diretto alla libertà individuale e alla piena partecipazione sociale, passando anche attraverso l’imprenditoria. «Osservo donne piene di energia – ha dichiarato la presidente del Terziario Donne Confcommercio di Catania Matilde Cifali – il nostro compito è valorizzare le buone prassi. Abbiamo creato un contest dedicato all’imprenditoria femminile siciliana: cerchiamo la donna della porta accanto che ogni giorno si mette in gioco, perché da una piccola idea può nascere una grande impresa».
Parallelamente, uno dei grandi temi del Festival è stato quello della leadership trasformativa in tempi caratterizzati da grande incertezza, trasformazioni sociali e rivoluzione tecnologica affrontato in aula magna con un confronto tra 16 professionisti – tra imprenditori, manager e rappresentanti delle istituzioni – coordinati dai professori Alberto Grando (Bocconi), Angelo Miglietta (Università di Bergamo), Maria Colurcio (Università di Catanzaro). Una riflessione che ha coinvolto anche le nuove generazioni: «La leadership non dipende dal genere o dall’età – ha dichiarato il founder di Catania Futura Lorenzo Gennaro – i giovani non solo rappresentano il futuro, ma stanno già scrivendo il presente». «Spesso le nuove generazioni non percepiscono le opportunità: la fuga di cervelli è diventata interiore. È necessario lavorare su questo in sinergia con l’attuale classe dirigente», ha aggiunto il consigliere del CdA di Unict Francesco Pezzillo.
La giornata si è conclusa con la proclamazione dei finalisti del progetto “Make It Case”, organizzato da SIMA in collaborazione con Invitalia. «Oggi si è svolta la presentazione dei gruppi finalisti, con la premiazione dei tre vincitori – ha dichiarato il responsabile dell’area beni strumentali e brevetti Invitalia Gianluca Fiorito – premi assegnati non solo per il lavoro svolto, ma per l’impegno nel proporre soluzioni concretamente applicabili, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle imprese».
I vincitori sono Feral (Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Piacenza| prof. Alessandro Iuffmann Ghezzi), Cioccolateria Vetusta Nursia (Università degli Studi di Perugia | prof. Andrea Runfola), Le Costantine (Sapienza Università di Roma | prof.ssa Cecilia Grieco). Menzione speciale per impatto sociale al caso Made in Carcere – Officina Creativa (Università degli studi di Palermo | prof.ssa Arabella Mocciaro Li Destri).
Un confronto articolato e ricco di contenuti che ha ribadito un messaggio chiaro: senza indipendenza economica non può esserci vera libertà, e il contrasto alla violenza economica rappresenta una condizione imprescindibile per costruire una società più equa e una leadership realmente inclusiva.
PARTNER 2026
Main Partner: Crédit Agricole Italia
Partner Istituzionali: Imprenditoria Femminile, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con risorse del PNRR – Next Generation EU, e gestito da Invitalia
Hosting Partner: Università di Catania
Partner: Webuild, Genegis Gi, STMicroelectronics, Harmonic Innovation Group, KPMG, NTET Group, Fondazione Giuseppe Benedetto DUSMET.
Partner Tecnici: Etnadolce, Innovation Island.
Patrocini: AIDEA, British Academy of Management, EURAM, BIG – Blue Italian Growth Technology Cluster, ANDAF Sicilia.


