Roma – Un centinaio di pazienti con malattie gravi ma curabili spediti invece a Brescia ad allungare le liste d’attesa per ottenere quelle infusioni Stamina considerate incapaci di curare alcunché da larga parte della comunità scientifica internazionale. E tutto questo «per rappresaglia» verso gli Spedali Civili, «colpevoli» di non aver chiesto al Tar la disapplicazione dell’ordinanza Aifa (l’agenzia ministeriale de farmaco), che aveva bloccato la presunta terapia dopo aver riscontrato che nei laboratori dell’ospedale bresciano non esistevano i requisiti minimi di sicurezza per infondere quelle cellule staminali ai pazienti.


