Polizia regionale, no grazie

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A seguito del comunicato stampa del Presidente della Regione Toscana sulla “necessità del riconoscimento di un corpo di polizia regionale” per l’attuazione delle ordinanze delle delibere di giunta degli atti della Regione, si ritiene che questa prospettiva rappresenti un grave passo indietro nella moderna visione del coordinamento della già numerose forze di polizia presenti sul territorio. Inoltre sembrerebbe che tale forza di polizia regionale dovrebbe dover assolvere unicamente alle attuazioni delle direttive della Giunta Regionale senza essere subordinata alla regia delle Autorità provinciali dell’ordine e sicurezza pubblica.

            Una prospettiva pericolosa in relazione alle attuali richieste di sicurezza che la cittadinanza avanza, che potrebbero migliorate anche con l’ampliamento degli organici della Polizia Locale laddove veramente fosse dimostrato che le ordinanze Regionali non fossero state rispettate o fatte rispettare dagli organismi deputati a farlo. Costerebbe certamente meno evitare il moltiplicarsi del “potere d’ordinanza” durante il quale, come ha dimostrato il periodo pandemico, le regole risultavano in discordanza tra territori e livelli di competenze, generando solo confusione tra controllori e controllati. L’introduzione di una polizia regionale farebbe scivolare il paese verso una pericolosa regionalizzazione della polizia, che richiama un anacronistico principio di federalismo e divisione di cui sinceramente, nell’ambito del Comparto Sicurezza, non se ne sente il bisogno. Considerando infine che tale operazione costituirebbe un rilevante esborso economico, si riterrebbe più opportuno far confluire gli stessi fondi per sostenere le famiglie e le imprese in uno dei momenti più seri della storia moderna, sia per la grave crisi economica e sociale dovuti da una pandemia ed una guerra in corso, che in considerazione della pericolosa ripresa dei reati predatori di cui soffrono fin troppo i cittadini toscani ed italiani.       

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