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Qual è il sottile filo rosso che allinea, in termini di percezione da parte del consumatore, la reputazione di brand arcinoti e consolidati come, tra i tanti, Ikea, Lego, Coco Chanel, Red Bull, Barilla, Scavolini e Apple? Cosa aiuta a renderli immediatamente riconoscibili, distintivi nella loro identità aziendale e competitivi su scala globale anche oltre i loro target? È la narrazione, il racconto, il riferimento ad un universo di valori, significati e simboli che raccontano e comunicano l’esperienza imprenditoriale, chi e cosa sta dietro, dentro, sotto, sopra e perfino oltre il prodotto. È la volontà di mettere in scena il patrimonio culturale, professionale ed operativo dell’azienda donandogli un’anima.
Della necessità ormai incontestabile di corporate storytelling sempre più adeguati e efficaci non solo per le multinazionali ed i grandi brand internazionali ma anche e soprattutto per le piccole e medie imprese spesso familiari di cui è fatto ad esempio il mercato italiano, meridionale e calabrese, si discuterà oggi pomeriggio, sabato 14 ottobre 2023, dalle ore 16.30 a Roggiano Gravina, nel corso del dibattito dal titolo DALL’IDENTITÀ TERRITORIALE ALLA NARRAZIONE AZIENDALE, promosso dal management del Frantoio Santa Lucia.
All’evento, che sarà l’occasione per l’esperienza imprenditoriale promotrice dell’iniziativa presentare ufficialmente il progetto della nuova identità aziendale Terre Rugiani, coordinati dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, dopo i saluti del Sindaco Salvatore De Maio interverranno anche i fratelli ed imprenditori Giuseppe e Angiolino Farinella, il Presidente dell’Accademia Italiana del Peperoncino Enzo Monaco, l’agrichef e ambasciatore della Calabria Straordinaria Enzo Barbieri, lo studio ZonaPi che presenterà il nuovo brand e l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo.
Lo storytelling o l’arte di raccontare storie – scrive Valentina Varlese, social media manager di Ninja Marketing, accreditata piattaforma italiana per la digital economy – ha un potere incommensurabile, non soltanto per chi si occupa di marketing, ma anche per la politica, per la formazione, la pubblicità. La vita sociale è intrisa di storie. Nel caso delle aziende, un brand diventa editore e creatore di storie attinenti all’universo della marca o del prodotto declinando tempi, modalità e ruoli.
E quindi, ad esempio, Red Bull rappresenta il brand capace di mettere le ali ai propri clienti, Barilla la casa e gli affetti, così come Scavolini è la cucina più amata dagli Italiani.
Raccontare le storie di una famiglia che sceglie Ikea nei suoi video YouTube (una festa, un evento, una cena in famiglia in occasione del Natale, etc) vuol dire portare questo brand nella tua: ti immedesimi nei personaggi.
La Lego ha prodotto un vero e proprio film che ha come protagonisti i personaggi delle costruzioni. E alla fine della pellicola il messaggio è chiaro: adesso tocca a te, compra una nuova confezione Lego e costruisci la tua storia.
Coco Chanel viene raccontata come un personaggio fiabesco. Così la voce narrante del video introduce la donna che ha dettato i criteri dell’eleganza. Ed in questo modo ogni elemento della vita di Coco diventa punto di forza dello stile Chanel. Infine la Apple che ha sempre puntato su una narrazione del brand per isolare e mettere in luce i valori e non solo le caratteristiche tecniche, dimostrando (come nella campagna I’m a Mac, I’m a PC) la grandezza del corporate storytelling fatto bene che non ha bisogno di dire, deve evocare i valori.
Tutti percorsi virtuosi da studiare e replicare – sostengono i responsabili del Frantoio Santa Lucia – perché possono davvero far fare la vera differenza al grande patrimonio delle imprese agroalimentari calabresi, aggiungendo alla qualità dei prodotti la professionalità di narrazioni emozionali ed esperienziali distintive dell’humus, dei contenuti, dell’identità territoriale e aziendale dalla quale ogni prodotto, tanto più se agricolo come l’extravergine, deriva.

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