CARIATI, MA QUANTO SI BALLA NEL CENTRO STORICO?

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Funziona e come se funziona il marketing territoriale della Cantina nel cuore della Cittadella Fortificata Bizantina, tra i marcatori identitari della Calabria e che continua ad emozionare oltre mare e tramonti, spiagge e cliché patinati. Sui social impazza, infatti, con oltre 100 mila visualizzazioni raggiunte per altro in pochissimi giorni, un bel video di una delle tante, simpatiche, appassionate ed entusiasmanti ballate di popolo notturne a suon di tarantella, registrate a fine agosto scorso. E sotto questa storia Instagram condivisa e rilanciata da migliaia di utenti in modo spontaneo e virale, impazzano complimenti e commenti di ogni tipo e da ogni parte d’Italia e del mondo, con un solo leit motiv e passaparola: ma quanto ci si diverte e si balla nel Centro Storico di Cariati?
E funziona talmente tanto l’effetto di comunicazione turistica messo in circolazione da contenuti, animazione e spirito genuino della Cantina che Giovanni Filareti, alla guida di questa esperienza imprenditoriale di successo da oltre 10 anni, fa appello a tutta la comunità a fare squadra adesso per riuscire a rispondere adeguatamente in questo periodo alla sempre più crescente domanda di fare una tappa enogastronomica, viva e vegeta in tutti i mesi dell’anno, nelle otto torri sullo jonio; un’aspettativa reale – precisa – che proviene ormai da ogni angolo della Sibaritide e del Crotonese, ma in generale da tutte le province.
Pip e patate. Polpette al sugo. Salumi e formaggi. È solo un piccolo assaggio dell’aperitivo ‘a ra cariatis (alla cariatese) che si potrà degustare da stasera in questa fine settimana (venerdì 27 e sabato 28 ottobre), prime date della nuova stagione di appuntamenti all’insegna dell’identità distintiva, quella che motiva al viaggio anche alla scoperta della nostra regione, quella identità che non è inimitabile, che ti prende dentro e che ti commuove di bellezza, qualità e storie vissute.
È finita l’estate? Forse non è mai iniziato l’autunno o arriverà l’inverno all’improvviso? Una cosa è certa – scandisce Filareti – aumentano giorno per giorno le richieste di viaggiatori esperienziali che ci chiedono disponibilità per aperitivi in musica identitaria ma anche, questa la vera novità, di poter pernottare nella cittadella; ed a nessuno di questi – scandisce – interessa se è estate o meno, se ci sono ombrelloni disponibili o meno in spiaggia con lidi aperti o chiusi e soprattutto se c’è un concerto o meno. Tutti chiedono una cosa soltanto: cosa preparate questa sera di autentico? Ci sarà musica e si potrà ballare tarantella? Eventualmente ci possiamo fermare a dormire a Cariati per visitare il centro storico? E noi rispondiamo: hasta la cicoria siempre!
Senza ironia, c’è tanta richiesta – dice – e servirebbero forse altre dieci Cantine per governare questo che può e deve diventare un vero e proprio effetto domino, utile e vincente sia per la forza attrattiva di Cariati come destinazione turistico-culturale-identitaria non solo ovviamente balneare; sia soprattutto – conclude Filareti – per la già esistente rete di attività commerciali, ricettive, di intrattenimento e di B&B che, funzionanti in diversi per non dire tutti i mesi l’anno, probabilmente non ha molti eguali in zona ed in tutta la regione, sia per esser stata pioniera in questa sfida di destagionalizzazione, ma sicuramente in proporzione al perimetro del piccolo centro storico. Gelaterie, bar, trattorie, macellerie, alimentari, negozi di moda e abbigliamento sartoriale, piccole boutique di souvenir e artigianato locale: li abbiamo tutti, ma ora dobbiamo essere di più e crederci molto molto di più di prima.

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