La libertà di informare è la misura della nostra democrazia

Roma, 17 ottobre 2025 | L’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci è un gesto vile. Distruggere le sue auto con una bomba nella notte – un atto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi – significa tentare di intimidire chi esercita il diritto, e il dovere, di cercare la verità, per quanto scomoda possa essere. Lo afferma in una nota la FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.

Questo episodio si inserisce in un quadro preoccupante: sono 81 gli episodi di intimidazioni nei confronti di giornalisti censiti nel primo semestre del 2025, con un aumento del 76% rispetto allo stesso periodo del 2024. Non si tratta più di casi isolati, ma di un fenomeno sistemico che colpisce chi si occupa di inchieste, e ogni volta che la violenza o la minaccia tentano di zittire una voce, non è soltanto il giornalismo ad essere sotto attacco, ma la stessa idea di democrazia come spazio aperto, critico, plurale.

L’informazione non è mai un privilegio individuale: è un bene comune, un esercizio collettivo di responsabilità che implica rigore, trasparenza e coraggio. Il giornalismo d’inchiesta, come ogni forma di comunicazione fondata sulla responsabilità, serve a conservare una società aperta, dialogante, capace di distinguere i fatti dalle opinioni. Senza questa libertà, l’opinione pubblica non è più libera davvero.

Viviamo in un tempo in cui la polarizzazione divide, in cui il dibattito si riduce spesso a confronto tra tifoserie, e in cui la violenza verbale prepara il terreno a quella fisica. È proprio in questi momenti che la comunicazione responsabile — il cuore della nostra missione come professionisti — deve riaffermare il suo valore. Comunicare in modo responsabile significa dare forma a un dialogo autentico, fondato sul rispetto, sulla verifica delle fonti, sulla volontà di costruire consapevolezza e non paura.

L’intimidazione è sempre una sconfitta collettiva: per chi la subisce, per chi la tollera, per un Paese che vuole restare libero. Rinnovare il senso della parola e della comunicazione è il modo più concreto di difendere la democrazia.

Come FERPI ribadiamo che la libertà di informare e di comunicare non è mai negoziabile. È la frontiera della nostra libertà e la condizione della nostra responsabilità.

E la comunicazione responsabile significa anche poter garantire a chi fa informazione di esercitare il proprio lavoro, pienamente, con il solo vincolo della verità.

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Italian and lives in Italy. Professor of literature, journalist, editor of magazines and this digital newspaper. Author of numerous books.

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