Industria del vetro, Italia leader in Europa

Roma, 18 marzo 2026 — Nel pieno della transizione energetica e nonostante l’impatto dei costi dell’energia, l’industria italiana del vetro consolida nel 2026 il suo posizionamento come prima manifattura europea del settore, superando la Germania per capacità produttiva complessiva e articolazione della filiera. A metterlo in evidenza è Resolglass, il brand di Resolfin attivo dal 1964, che realizza interventi di rilievo sia nel settore privato sia in contesti pubblici e di pregio, contribuendo alla riqualificazione e valorizzazione di spazi architettonici complessi, dove il vetro diventa elemento strutturale, funzionale ed estetico.

Un risultato costruito su una struttura industriale capillare, una forte integrazione con le filiere strategiche —alimentare, farmaceutica, automotive ed edilizia— e una capacità di adattamento che ha consentito al comparto di assorbire gli shock energetici degli ultimi anni.

Produzione e occupazione: una filiera da 3,2 miliardi di valore

Secondo elaborazioni Resolglass su dati di settore (base Assovetro ed Eurostat), l’industria italiana del vetro conta oggi:

111 siti produttivi attivi;
oltre 16.500 occupati diretti;
3,2 miliardi di euro di valore aggiunto.
Nel 2025 il comparto ha registrato un incremento occupazionale stimato intorno al +3%, segnale di una filiera che, pur in un contesto complesso, continua a investire in capacità produttiva e innovazione tecnologica.

«Il vetro rappresenta una delle infrastrutture materiali della transizione industriale europea: è un settore energivoro, ma anche strategico per decarbonizzazione, edilizia e manifattura avanzata» sottolinea Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin.

Energia: il nodo competitivo resta aperto

Il principale fattore di pressione per il settore rimane il costo dell’energia. Nel 2024 il prezzo medio dell’elettricità per le imprese energivore in Italia si è attestato intorno ai 109 €/MWh, contro i circa 58 €/MWh della Francia e i 63 €/MWh della Spagna. Ma nel 2025 si è registrata una parziale riduzione, con valori medi stimati sui 95 €/MWh e nel 2026 il mercato —nonostante la guerra e la crisi energetica globale— mostra segnali di stabilizzazione rispetto alla media europea.

Il via libera europeo ai meccanismi di energy release —finalizzati a garantire forniture energetiche a prezzi più competitivi per l’industria— apre nuovi scenari per il recupero di competitività del sistema produttivo italiano.

Commercio estero: saldo positivo e resilienza

Sul fronte commerciale, il settore mantiene un equilibrio positivo. Già nel 2024 l’interscambio del vetro ha registrato un saldo attivo di circa 75 milioni di euro, in forte crescita rispetto all’anno precedente.

E nel 2025 il saldo si è mantenuto positivo, con esportazioni sostanzialmente stabili e una domanda europea ancora sostenuta, in particolare nei mercati di prossimità come Francia, Germania e Spagna.

Le prime indicazioni per il 2026 confermano una tenuta dell’export e una progressiva ricomposizione dei flussi commerciali, con maggiore focalizzazione su prodotti ad alto valore aggiunto.

Produzione: tra flessioni cicliche e capacità di adattamento

L’andamento produttivo evidenzia dinamiche differenziate tra i segmenti:

vetro piano, export in crescita (+3%);
vetro cavo, rallenta la domanda interna (-3%);
filati di vetro: flessione produttiva compensata dall’export.
«Si tratta di segnali che riflettono una fase di transizione. Il settore ha dimostrato una forte capacità di reazione, spostando il focus verso prodotti più innovativi e mercati a maggiore marginalità» evidenziano gli analisti di Resolglass.

Edilizia e sostenibilità: il vetro come materiale strategico

Nel medio periodo, la crescita del comparto è destinata a essere trainata soprattutto dal settore edilizio. Il vetro —materiale riciclabile al 100%— rappresenta infatti una componente chiave per l’efficienza energetica degli edifici e per la riduzione delle emissioni urbane.

In questo scenario si inserisce anche l’evoluzione tecnologica portata avanti da realtà industriali come Resolglass, che applicano il vetro strutturale all’involucro edilizio, contribuendo alla trasformazione del patrimonio immobiliare in chiave sostenibile.

Una leadership industriale da consolidare

Nonostante le criticità legate ai costi energetici, l’industria italiana del vetro si conferma quindi una delle più solide e avanzate in Europa. Una leadership costruita su integrazione di filiera, capacità manifatturiera, innovazione tecnologica e posizionamento nei settori strategici, che —alla luce delle nuove politiche energetiche europee— potrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni.

La svolta sostenibile di Resolglass

L’azienda opera oggi in diversi ambiti —edilizia, comunicazione visiva, design tecnico e blue economy— mantenendo una coerenza strategica: produrre con qualità, investire in ricerca, ridurre l’impatto ambientale.

Le sue radici risalgono al 1964, quando Giacomo Scozzari apre un laboratorio di lavorazione metalli specializzato nella realizzazione di complementi di arredo in ottone e cristallo.

Dal 2019, grazie a un impianto fotovoltaico industriale installato presso lo stabilimento produttivo, l’azienda è energeticamente autosufficiente e dal 2022 utilizza tessuti realizzati con plastica recuperata in mare, una scelta che integra economia circolare, riduzione dell’impatto ambientale e competitività industriale.

L’evoluzione e il passaggio generazionale è attualmente gestito dal figlio Enrico Scozzari, che ha portato a un ampliamento orizzontale delle attività del Gruppo Resolfin, spaziando dall’edilizia alla comunicazione visiva, fino alla nautica.

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Italian and lives in Italy. Professor of literature, journalist, editor of magazines and this digital newspaper. Author of numerous books.

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