Coronavirus, primo caso negli USA: riunione d’urgenza all’Oms di Ginevra

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Gli Stati Uniti riportano il primo caso del nuovo coronavirus al centro di un’epidemia in Cina. Il Cdc americano, il Center for Disease Control, l’agenzia federale per la sicurezza sanitaria, ha indicato di aver scoperto la presenza del nuovo virus nello stato di Washington, sulla costa occidentale del Paese.

Non è stato immediatamente chiarito, dalle fonti del Cdc che hanno riferito del caso ai mass media, se la persona infetta abbia di recente viaggiato alla volta della Cina. Oppure come sia stato altrimenti esposto alla malattia e se esistono rischi che abbia già contagiato altri.

Il nuovo coronavirus, battezzato 2019 nCoV, può causare da semplici raffreddori a acuti malanni respiratori, quali il Sars che nel 2002-2003 uccise 800 persone su scala globale. Secondo quanto emerso, il contagio può essere diffuso da persona a persona anche se non è ancora chiaro con quale facilità.

L’origine e la diffusione
Il virus è stato identificato per la prima volta il mese scorso nella città cinese di Wuhan, che ha 11 milioni di abitanti, con origine in un mercato del pesce e del pollame. A oggi ha infettato oltre 300 persone, causando sei decessi. Casi sono stati riportati in altri cinque paesi, compresi adesso gli Usa. Le altre nazioni colpite sono il Giappone, la Corea del Sud, Taiwan e la Tailandia. Casi sospetti sono inoltre sotto esame in Australia e nelle Filippine. Un uomo rientrato dalla Cina e con sintomi respiratori sconosciuti è stato messo in isolamento al proprio domicilio in Australia. In Cina il contagio ha raggiunto la capitale Pechino e il centro finanziario di Shanghai.

Già nel corso dello scorso fine settimana tre aeroporti americani avevano cominciato a sottoporre a test i passeggeri in arrivo da Wuhan: il JFK a New York e il San Francisco International Airport, che hanno volti diretti con la città cinese, e il Lax a Los Angeles, che offre numerosi voli di collegamento.

Con il capodanno cinese in arrivo il 25 gennaio, i viaggi da e per la Cina si moltiplicano, con cinquemila passeggeri previsti in arrivo negli Usa solo da Wuhan.
La World Health Organization (l’Oms)ha convocato una riunione per mercoledì 22 gennaio, per decidere se dichiarare o meno un’emergenza sanitaria internazionale.

Basso rischio in Europa
Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), il rischio dell’arrivo del virus in Europa è basso. Tutti i casi che sono stati diagnosticati fuori da Wuhan sono relativi a persone che avevano viaggiato nella città cinese, dove sono in corso attività e misure ulteriori di igiene e pulizia ambientale.

Controlli a Roma Fiumicino
Pur essendo basse, le probabilità di arrivo del virus nell’Unione europea possono ora aumentare con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, previste tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, per via dell’aumento dei viaggi da e per la Cina. In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan, tra cui Roma Fiumicino, che ha cominciato i controlli come gli scali americani.

Il ceppo Sars
Un esperto della Commissione della salute pubblica del governo di Pechino, Zhong Nanshan, ha confermato che il virus è trasmissibile da persona a persona, probabilmente originato da animali infetti in un mercato del pesce a Wuhan. È simile alla Sars, che tra 2002 e 2003 causò 650 morti in Cina e a Hong Kong.

I sintomi
Intanto il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto «sforzi decisi» contro la diffusione del coronavirus. I sintomi della malattia sono tipicamente respiratori: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola e affaticamento polmonare.

L’invito a non andare in Cina
Il ministero della Salute italiano invita a non andare in Cina e, nel caso, raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale due settimane prima del viaggio, evitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi.

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