Malattie della pelle, forme tumorali

Consulenza Medico Scientifica Prof. Alberto Izzotti MDPhD Professore Ordinario Igiene e Medicina Preventiva Università di Genova e Direttore UO Prevenzione Oncologica Policlinico S.Martino Genova

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In questi ultimi anni si è registrato un grosso aumento di casi riguardo al tumore della pelle
Ci si chiede perché oggi questo tumore sia ai primi posti, mentre non lo era 30 anni orsono.

I fattori considerabili sono molti e diversi, ma resta primario il rischio della radiazione solare, come causa base.

Le radiazioni ultraviolette emettono una forte energia:le riceviamo da varie fonti, primeggiano i raggi solari diretti, specie nelle ore centrali della giornata, ma anche il riflesso dell’acqua, come quello di un ghiacciaio principalmente in estate.

Le zone cutanee esposte al sole, nella loro reazione,sono relative alla diversa pigmentazione melaninica cutanea individuale.
Nel passato, in maggior numero, i danni  cutanei si presentavano  in soggetti maschili, causa vari lavori all’aperto, ed erano correlati all’età e alle malattie cronicodegenerative. Il sesso maschile era  il più penalizzato, mentre oggi il profilo è mutato e non esiste differenza di genere.

Osservando la causa primaria delle patologie cutanee è necessario considerare in primis, la luce solare e la sua lunghezza d’onda, che si esplica molto dannosa quando è bassa.
L’esposizione della persona alla sudetta luce solare è relativa per eventuali danni alla cute, anche alla posizione in altezza del luogo dove ci si trova, come ad esempio in alta montagna.

A quote molto elevate,l’ossigeno “ferma” l’ultravioletto e si genera ozono stratosferico che ha funzione protettiva per la terra.
Si parla e molto, infatti, del buco dell’ozono, che è variabile poiché in movimento e suscettibile a inquinanti come potrebbero essere l’ossido di zolfo, l’anidride solforosa e altro.
I problemi del buco dell’ozono sono risentiti specie in Australia, Nuova Zelanda e quanto più ci si avvicini al Polo.

È quanto  mai necessario ridurre anche  l’inquinamento prodotto da comportamenti diffusi e
quotidiani nell’usare deodoranti spray, lacche, vernici e altro che si liberano schizzando in alto nell’atmosfera.

La  luce solare produce raggi ultravioletti e infrarossi e mentre gli infrarossi scaldano il corpo e i luoghi , gli ultravioletti emsttono una luce cancerogenetica pericolosa partendo dai  320 ai 180 nanometri, mentre non presenta problemi sopra i 380 , producendo solo un problema ossidativo.

Non è esattamente conosciuto il giusto comportamento  all’esposizione alla luce solare,ma è oltremodo necessario attuare le possibili difese, onde evitare patologie cutanee lievi o di grande importanza.
Ogni persona presenta un suo fototipo che attua una protezione variabile.
Le persone con grande quantità di melanina assorbono gli ultravioletti con rischi quasi nulli , mentre chi ne ha poca, come nelle carnagioni chiare, ha maggior fragilità all’esposizione solare, ricordando che la luce forte è immunodepressiva.

E attività all’aperto con relativa esposizione ai raggi ultravioletti , sarebbero da attuare , usando l’orario consigliato ai bambini, che invita all’astensione dalle ore 11.00 alle ore 16.00.
L’affidamento alla protezione delle creme solari è relativa poiché, come precisato dagli Enti competenti, nessun valore protettivo anche sopra al 30, produce protezione totale .

Non solo la luce solare è pericolosa senza le precauzioni dovute,ma l’uso dei lettini solari  e delle lampade abbronzanti può produrre il cancro e in alcuni Paesi sono, infatti, proibiti .

Le patologie epidermoidali che si presentano,vedono le lesioni  basocellulari come le più diffuse, seguite dalle spinocellulari, che si formano più superficialmente. 
Sono entrambe di facile diagnosi e cura.
Accanto ad esse compare il melanoma,patologia maligna e subdola, originata dai melanociti , che si espande usando un capillare vicino.
Nasce al 99% da un nevo che presenta caratteristiche tipiche,quali: il margine irregolare, cambiamento di colore, le dimensioni.

È chiaramente necessario il monitoraggio dei nei, in prevenzione.
Osservando, cosa poco frequente, che lo stesso può insediarsi negli occhi , la cui membrana,l’uvea , è piena di melanociti.
La diagnosi si presenta difficile, è curabile ma,con diagnosi  tardiva può condurre all’ablazione del bulbo oculare .

La prevenzione primaria , circa i problemi della cute, come per altre parti del corpo, è da attuare  già dall’infanzia.
L’esposizione individuale è condizionata dal fototipo che regola la formazione di melanina e quindi  il relativo grado protettiva.
L’esposizione deve essere lenta e graduale per tutti, osservando gli orari suggeriti.
Gli occhi devono essere protetti con giuste lenti, poiché l’occhio è sensibile  ai raggi ultravioletti

È  necessaria l’attenzione onde evitare ustioni o  eritemi, che rappresentano grosso rischio per l’alta quantità di raggi ricevuti e che avviano la timina, dannosa per il nostro organismo.

Luisa Costa

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