
WASHINGTON DC – Si è svolta oggi a Washington la March for Life 2026, la tradizionale manifestazione pro-life che ogni anno richiama migliaia di partecipanti da tutti gli Stati Uniti. La parata, partita dal National Mall e diretta verso il Campidoglio, ha visto la partecipazione di famiglie, studenti, associazioni religiose e gruppi conservatori, insieme a figure di primo piano della politica nazionale come il vicepresidente JD Vance e lo speaker della Camera Mike Johnson.
Dichiarazioni istituzionali
Il vicepresidente JD Vance ha preso la parola nei primi minuti dell’evento, ricordando come quello di oggi rappresenti il suo primo discorso alla March for Life da vicepresidente degli Stati Uniti. Dal palco ha rivendicato con forza le politiche dell’amministrazione Trump in materia di aborto, sottolineando l’ulteriore espansione del divieto di aiuti esteria gruppi che forniscono o supportano servizi legati all’aborto, ma anche programmi collegati a identità di genere, diversità ed equità.
Una misura che, ha spiegato Vance, riguarda oltre 30 miliardi di dollari di assistenza internazionale, costringendo numerose organizzazioni umanitarie a scegliere tra i finanziamenti statunitensi e la prosecuzione di servizi vitali nei Paesi in cui operano. Il vicepresidente ha difeso l’impostazione dell’amministrazione come un passo necessario per “tutelare la vita e riaffermare valori fondamentali”.
Lo speaker della Camera Mike Johnson ha ribadito il sostegno dell’amministrazione Trump alla protezione della vita dal concepimento, sottolineando il ruolo della legislazione federale nel garantire la sicurezza delle comunità e dei minori.
La giornata si è svolta in un clima di forte polarizzazione, con diverse contromanifestazioni a favore del diritto all’aborto lungo il percorso della parata. Le autorità locali hanno implementato misure di sicurezza straordinarie, mentre i partecipanti della March for Life hanno scandito slogan e mostrato cartelli a sostegno della vita dal concepimento.
Origini e formazione della March for Life
La March for Life nacque nel 1974, un anno dopo la storica sentenza Roe v. Wade (1973) che legalizzò l’aborto negli Stati Uniti. L’evento si pose fin da subito come reazione diretta alla decisione della Corte Suprema, raccogliendo gruppi religiosi, educativi e politici contrari all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel corso dei decenni, la manifestazione è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento nazionale per il movimento pro-life.
Dichiarazioni dei manifestanti
Tra i partecipanti, il riferimento alla dimensione religiosa resta centrale. Un sacerdote presente alla marcia ha spiegato: “La vita è un dono di Dio e dobbiamo continuare a proclamare questa verità a una cultura e a un mondo che troppo spesso la dimenticano. Io sono un prete e oggi sono venuto qui a dare la mia benedizione a coloro che non accettano l’aborto.”
Un’altra manifestante ha sottolineato la visione etica condivisa da molti partecipanti: “Molti di noi scelgono di dare valore alla sacralità della vita e crediamo che ogni essere umano, anche il più piccolo neonato al mondo, abbia un valore immenso.”
Un terzo partecipante ha aggiunto: “Credo che ciò che Dio ci insegna a tutti è che la vita è preziosa, è fondamentale. Un bambino merita di nascere se Dio lo ha creato.”
Il ribaltamento di Roe v. Wade e il contesto legislativo
Il 24 giugno 2022 la Corte Suprema ha ribaltato Roe v. Wade con la sentenza Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, restituendo ai singoli Stati la regolamentazione dell’aborto. Una decisione accolta positivamente dai manifestanti pro-life. Una partecipante ha dichiarato: “Credo sia stato un passo avanti enorme, un passo verso la protezione della vita. Quella della Corte Suprema è stata un’ottima decisione e spero che gli Stati che non si sono ancora allineati seguano l’esempio.”
La sentenza ha però radicalmente trasformato il panorama legislativo, accentuando la divisione tra Stati con divieti quasi totali e altri che hanno rafforzato i diritti riproduttivi, con forti ripercussioni sociali e sanitarie.
Una mobilitazione che guarda al futuro
Alla March for Life 2026 hanno partecipato persone provenienti da tutto il Paese. “Vengo dall’Alaska e sono qui per ribadire l’importanza di seguire la strada che Dio ci ha indicato: nascere, crescere e morire.”
Un altro manifestante ha ribadito la determinazione del movimento: “Finché l’aborto non sarà vietato in tutti gli Stati dell’America, noi continueremo a marciare.”
Nonostante la partecipazione massiccia, le politiche dell’amministrazione Trump continuano a sollevare critiche sul piano dei diritti individuali. Le restrizioni sugli aiuti esteri, la pressione sulle legislazioni statali e una retorica fortemente ideologica rendono, secondo gli oppositori, il diritto all’autodeterminazione sempre più fragile e politicizzato.


