Allarme clima, EnergRed: gli eventi più drammatici dell’ultimo anno

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La situazione è grave. I disastri naturali dell’ultimo anno evidenziano che è ormai indispensabile una più incisiva ed ambiziosa azione climatica che non può prescindere da una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle imprese. A metterlo in evidenza sono gli specialisti di EnergRed, la prima E.S.Co. in Italia a fornire impianti fotovoltaici alle piccole e medie imprese senza alcuna esposizione finanziaria da parte del cliente per l’acquisto o la gestione dell’impianto.

«Bisogna intervenire subito per evitare l’ulteriore aumento delle temperature previsto tra il 2030 ed il 2050» sottolinea l’ingegnere Moreno Scarchini, fondatore e CEO di quella che è considerata oggi la “Ferrari del fotovoltaico”, un marchio —quello di EnergRed— destinato a diventare iconico come quello del Cavallino Rampante o come quello della Coca-Cola, di cui è stato direttore con responsabilità per 6 Paesi per oltre 5 anni.

EnergRed si rivolge in particolare agli imprenditori delle PMI italiane —il suo target di riferimento— indipendentemente dal fatto che sul tema delle cause antropiche del riscaldamento globale siano essi “pro-mainstream” oppure negazionisti, perché ormai nessuno può mettere in discussione 4 evidenze: 1) il cambiamento climatico c’è, 2) l’aumento di gas clima-alteranti c’è, 3) l’impatto antropico c’è (visto che emettiamo in maniera importante tali gas per l’uso di fonti fossili nella produzione di energia) e 4) usare fonti di energia rinnovabile è più conveniente per le tasche dell’imprenditore (soprattutto se si affida ad EnergRed) ed annulla l’impatto antropico.

In buona sostanza l’invito per gli imprenditori è quello di non crearsi alibi per rimanere nello status quo, ma di agire affidandosi a soluzioni come quelle di EnergRed, perché non limitare le emissioni di CO2 provocherà nuove reazioni a catena, che peggioreranno ulteriormente la crisi climatica aumentando il riscaldamento globale.

Un esempio emblematico di queste «chain reaction» è l’effetto del riscaldamento globale ai due poli del pianeta dove a marzo 2022 si sono registrate temperature record simultaneamente in Antartide e nell’Artico, superiori rispettivamente di 30 e di 47 gradi Celsius rispetto alla norma.

«A causa di queste ondate di calore in Antartide si è sciolta in mare la piattaforma di ghiaccio “Conger” e nell’Artico si è iniziato a scongelare il permafrost, andando a “liberare” enormi quantità di carbonio che una volta in atmosfera peggiorano ulteriormente il riscaldamento globale, in un ciclo che — salvo ridurre drasticamente le emissioni prima che sia troppo tardi— si autoalimenta, diventando inarrestabile» avvertono gli specialisti di EnergRed.com.

A livello di continenti —tra ondate di calore, alluvioni e ondate di freddo — storicamente circa il 42% dei disastri ambientali coinvolge l’Asia dove si registra il più alto livello di morti (64%) e di persone colpite (68%), mentre le maggiori perdite economiche si registrano in America (63%).

Ma l’Europa non fa eccezione: tra il 14 e il 19 febbraio 2022, ad esempio, la tempesta Eunice —un forte ciclone extra-tropicale— ha provocato la morte di 16 persone ed ha causato danni per oltre 4 miliardi di euro in Belgio, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito.

E che dire delle ondate di calore? Tra giugno e settembre dello scorso anno l’intera regione europea ne è stata colpita e 20 mila persone sono morte prematuramente a causa del caldo estremo, oltre ai danni economici che sono stati stimati in circa 20 miliardi di euro.

«L’aumento delle temperature causato dalla crisi climatica ha inoltre determinato uno stress senza precedenti sui livelli idrici dei fiumi in tutta Europa e gli incendi hanno distrutto oltre 400 mila ettari di prati e foreste» aggiungono gli analisti di EnergRed.com.

Tra le principali categorie di disastri naturali per numero di morti e per danni economici non bisogna poi dimenticare le inondazioni, che sono quelle che colpiscono il più elevato numero di persone.

Nel 2022 possiamo ricordare l’alluvione in Pakistan (1.700 morti, 7 milioni di sfollati e danni per oltre 30 miliardi di dollari), l’alluvione in Africa Occidentale che ha colpito Mali, Cameroon, Nigeria e Niger (600 morti, 1,3 milioni di sfollati e circa 1.100 chilometri quadrati di terreni agricoli distrutti dalle inondazioni), l’alluvione in Sudafrica (459 morti, 40 mila sfollati e 3 miliardi di dollari di danni) e l’inondazione in Australia (27 morti, 60 mila sfollati e 7,5 miliardi di dollari di danni). Mentre per la terribile alluvione in Cina non sono disponibili dati sul numero di vittime, ma i danni economici sono stati calcolati in 12,3 miliardi di dollari.

Poi ancora, tra gli eventi più drammatici del 2022, l’uragano Fiona ha colpito dapprima l’arcipelago di Porto Rico dove ha lasciato il 90% degli abitanti senza elettricità, spostandosi successivamente verso la Repubblica Dominicana —dove 13 mila persone hanno dovuto abbandonare le loro case, 1,2 milioni sono rimaste senza corrente e 40 mila senz’acqua— e verso il Canada dove i venti hanno superato 187 chilometri orari, provocando danni per 3 miliardi di dollari. «È stato l’evento atmosferico più costoso che abbia mai colpito la costa atlantica del Paese nordamericano» commentano gli analisti di EnergRed.com.

Non si possono non ricordare infine la tempesta tropicale Nalgae che ha colpito le Filippine provocando inondazioni e frane (162 morti ed un milione di sfollati), l’uragano Ian che ha devastato Cuba (3 morti e 30 mila sfollati) per poi colpire anche la Florida con venti superiori ai 241 chilometri orari (130 morti) ed il ciclone Sitrang in Bangladesh (35 morti, 2 milione di sfollati ed 8 milioni di persone rimaste senza elettricità).

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