Catania, sinergia tra RCS e Arcivescovado etneo per rispondere ai bisogni di salute

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CATANIA – Aprire un confronto e fare rete, per conoscere più a fondo le urgenze della comunità e contribuire a soddisfare i bisogni di salute che emergono nel nostro territorio. Una delegazione della Rete Civica della Salute – movimento nato in Sicilia per avvicinare il Sistema Sanitario Regionale agli utenti, che riunisce oltre 69mila cittadini informati in tutti i Comuni dell’Isola – è stata ricevuta dall’Arcivescovo di Catania Sua Eccellenza Monsignor Luigi Renna. È stato un dialogo aperto quello che si è svolto con il coordinatore regionale di RCS Pieremilio Vasta, il coordinatore provinciale Salvatore Gullotta e il riferimento civico Giuseppe Adernò.
«Abbiamo presentato l’impegno della RCS di sussidiarietà per la tutela della salute, che coinvolge tutte le dimensioni del welfare di comunità: sociale, ambientale, culturale – ha spiegato il coordinatore di RCS Pieremilio Vasta – Siamo certi che per ampliare l’operato della rete e delle sue finalità occorra rafforzare la partecipazione civica, collaborando con le plurali risorse delle comunità territoriali, quindi abbiamo apprezzato molto l’attenzione dell’arcivescovo che manifesta, sin dal suo insediamento, un grande cuore per le questioni sociali e le fragilità. Attraverso questo confronto speriamo di collaborare con gli enti che operano caritatevolmente a supporto degli ultimi, per offrire maggiori informazioni sui diritti alla salute, sugli screening gratuiti e sulle iniziative di prevenzione pensate per la comunità intera».
«Accoglienza e supporto reciproci consentiranno ai nostri diversi organismi ecclesiastici, che operano con competenza nel territorio etneo, e a RCS di entrare in contatto e svolgere la loro missione anche attraverso un dialogo costruttivo – ha affermato Mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania – che abbia sempre presenti le periferie. Ci proponiamo infatti di essere un aiuto di prossimità nei quartieri decentrati per alleviare la condizione di sofferenza dei territori più deboli».

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