AL MAJORANA È TEMPO DI FAVE – DALLA TERRA ALLA CUCINA

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Seminate a fine autunno e raccolte tra fine marzo ed aprile, ecco come le fave, tra le diverse produzioni curate all’interno dei 18 ettari dell’azienda agricola dell’IIS Majorana, diventano l’occasione di incontro tra la terra e la cucina; un nuovo pretesto gustoso e colorato per confermare e dimostrare la circolarità formativa e culturale tra l’offerta dell’Agrario e quella dell’Alberghiero. Il percorso è ormai consolidato e si muove lungo le coordinate della filiera corta, della stagionalità del biologico, della qualità e dell’identità.
Condividere attraverso le ricette che già vengono sperimentate nei laboratori di cucina l’idea che è possibile utilizzare a pranzo e cena prodotti biologici della propria terra, valorizzando la storia agroalimentare e la biodiversità, è il metodo – fa sapere il dirigente scolastico Saverio Madera – che si vuole rilanciare attraverso la promozione di una rubrica ad hoc che sarà lanciata sui social.
Coordinata dal docente Pietro Bloise vedrà protagonisti anche il gruppo degli studenti che da qualche settimana sta iniziando a curare la comunicazione integrata di tutti e tre gli indirizzi del Majorana, alberghiero, agrario ed industriale, attraverso un nuovo esperimento di alternanza scuola-lavoro coordinato dalla società di comunicazione e formazione Montesanto Sas.
Occhi di lupo, formato di pasta corta trafilata al bronzo, con fave, Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, croccantino di pancetta di suino nero e finocchietto selvatico. Carpaccio di corteccia di fave, glassa di cipolla rossa di Tropea caramellata e scaglie di pecorino crotonese Dop. Sono, questi, i due piatti realizzati rigorosamente con i prodotti a chilometro zero dalla brigata guidata da Bloise. –

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