COOPERATIVA GERMOGLIO, VENETO LAVORO E FIDIA FARMACEUTICI PER L’INCLUSIONE

La recente partnership tra Veneto Lavoro, Germoglio e Fidia Farmaceutici permette l’assunzione di quattro persone con disabilità grazie alla Convenzione Art. 14. La presidente di Germoglio: “Senape, il nostro ramo di ristorazione collettiva, rafforza il suo ruolo di impresa sociale grazie ad una norma che favorisce l’inserimento lavorativo”

Un accordo che unisce impresa ed inclusione sociale. Fidia Farmaceutici, realtà leader mondiale nel settore dell’acido ialuronico e suoi derivati, ha firmato una convenzione con la cooperativa Germoglio per l’affidamento di servizi di catering al brand Senape, la sezione specializzata in ristorazione collettiva.

L’intesa ha permesso a Germoglio di assumere quattro persone con disabilità con contratto a tempo determinato di un anno, grazie allo strumento previsto dall’articolo 14 del D.Lgs. 276/2003, che consente alle aziende di adempiere in parte agli obblighi di assunzione affidando commesse a cooperative sociali. Nella sigla dell’accordo ha giocato un ruolo fondamentale Veneto Lavoro, che recentemente ha anche organizzato un convegno per parlare delle opportunità legislative relative al lavoro di persone diversamente abili.

In concreto Senape, oltre ad aver assunto le persone con disabilità, fornirà i catering per i principali eventi aziendali di Fidia. Un segmento dell’operatività della cooperativa, questo, in costante crescita grazie alla qualità dei servizi proposti.

Senape è oggi il cuore produttivo di Germoglio: dal centro di cottura di Arzergrande (Padova) partono ogni giorno tra i 2.500 e i 3.000 pasti per scuole, aziende ed Enti pubblici e del terzo settore principalmente delle province di Padova, Rovigo e Venezia, con picchi di 3.500 piatti al giorno nei mesi estivi. Circa 40 aziende e 20 enti del terzo settore si affidano ai servizi di ristorazione collettiva e catering per eventi. Una realtà che oggi fornisce alle aziende 720 pasti al giorno, al settore sociosanitario 353, alle scuole 1.841; ma viene svolta anche attività per gli anziani (95 pasti al giorno).

“Senape rappresenta la nostra sfida più autenticamente imprenditoriale – spiega Marta Martin, presidente di Germoglio – perché coniuga qualità, sostenibilità e inclusione. Questo accordo con Fidia ci permette di fare un passo in più: offrire lavoro vero e dignitoso a persone con disabilità e dimostrare che l’impresa sociale può essere competitiva e innovativa. Abbiamo usato l’articolo 14, un dispositivo che aiuta le cooperative e le aziende ma che è applicato ancora troppo poco in Veneto. Il meccanismo è semplice: l’azienda stipula un accordo, affida alla cooperativa una commessa di lavoro e questa, a sua volta, assume direttamente i lavoratori con disabilità. In questo modo il posto di lavoro creato viene conteggiato a favore dell’impresa, che adempie così ai suoi obblighi normativi, mentre la cooperativa rafforza la propria missione di inclusione”.

“In Fidia crediamo che l’inclusione non sia solo un adempimento normativo, ma una responsabilità concreta verso le persone e i territori in cui operiamo in linea con la nostra cultura, che mette le persone al centro, valorizzandone la diversità e l’unicità. Questo accordo con Cooperativa Germoglio e Veneto Lavoro rappresenta un modo concreto di tradurre i nostri valori in azioni misurabili” – dichiara Gianluca Magnani, Global People & Culture Officer di Fidia. “Se utilizzato in modo consapevole, l’articolo 14 diventa uno strumento efficace per generare lavoro vero e dignitoso e per rafforzare il ruolo di un’azienda globale profondamente radicata nel territorio.”

“L’articolo 14 rappresenta un ottimo strumento per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, in particolare per quelle che incontrano maggiori difficoltà a inserirsi nei cicli di lavoro ordinario – il commento di Tiziano Barone, Direttore di Veneto Lavoro -, perché presenta vantaggi concreti per tutti le parti coinvolte. L’azienda può ottemperare parzialmente agli obblighi di assunzione senza avere l’onere di selezionare e formare il personale da inserire ma ricevendo in cambio un servizio utile all’azienda, la cooperativa o impresa sociale può perseguire la propria mission principale avviando con l’azienda una collaborazione sia etica che professionale, e la persona ha l’opportunità di inserirsi in un contesto lavorativo che risponde ai suoi specifici bisogni tramite un percorso costruito con i servizi pubblici del collocamento mirato. Faccio pertanto un plauso a questa iniziativa di Cooperativa Germoglio e Fidia perché ogni convenzione in più stipulata sul territorio significa portare al lavoro persone che difficilmente sarebbero riuscite a inserirsi nel mercato del lavoro in modo altrettanto efficace e rispettoso delle loro esigenze”.

Quattro sedi operative nel Padovano (tra Arzergrande, Legnaro e Piove di Sacco), sessantacinque tra soci volontari e lavoratori, una rete sempre più ampia che tiene insieme inclusione e impresa sociale: ogni anno la cooperativa Germoglio accoglie una ventina di ragazzi in alternanza scuola-lavoro, offrendo esperienze formative concrete e vi lavorano 65 persone, un terzo dei quali è operativo dentro il perimetro di Senape, che genera circa il 60% del fatturato della cooperativa, conferma il suo ruolo di ponte tra economia e responsabilità sociale. L’accordo con Fidia ne è una testimonianza concreta.

Un accordo reso possibile da una norma non ancora adeguatamente conosciuta dalle aziende. Infatti, l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità non è solo un obbligo di legge, ma una sfida culturale che riguarda la capacità di un Paese di costruire coesione sociale. In questo percorso, un ruolo decisivo lo gioca l’articolo 14 del decreto legislativo 276 del 2003, che ha introdotto uno strumento innovativo: la possibilità per le imprese di assolvere agli obblighi previsti dalla legge 68/1999 attraverso convenzioni con cooperative sociali di tipo B.

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Italian and lives in Italy. Professor of literature, journalist, editor of magazines and this digital newspaper. Author of numerous books.

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