Ballast – Officine Creative Nasce un nuovo spazio per le arti performative a Pisa

Situato in via Giunta Pisano 14, a pochi passi da Piazza dei Miracoli, Ballast nasce dalla trasformazione di un ex magazzino industriale in un ambiente culturale aperto, flessibile e riconfigurabile, pensato per accogliere pratiche artistiche contemporanee e diventare un luogo di incontro e aggregazione per la cittadinanza.

Afferente al Teatro Nuovo di Pisa, Ballast rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso che da anni attraversa la nuova drammaturgia e i linguaggi della scena contemporanea, attenti a interrogare il presente. Non un teatro tradizionale, ma un’officina creativa: uno spazio intenzionalmente aperto e non rigidamente connotato, privo di una scena fissa o di una platea stabile, capace di configurarsi di volta in volta in relazione alle esigenze degli artisti e delle pratiche ospitate.

La nascita di Ballast risponde a un bisogno condiviso: restituire alla città un luogo dismesso, riattivandolo attraverso la cultura, in cui l’attività artistica e la dimensione sociale siano interconnessi. Un presidio culturale che sceglie di abitare una zona fortemente segnata dal turismo per radicarsi nel quotidiano, dialogare con il quartiere e generare comunità.

Ballast accoglierà spettacoli di teatro contemporaneo, performance, concerti, residenze artistiche, laboratori di alta formazione e progetti a forte impatto sociale, con un’attenzione particolare all’accessibilità culturale e alla partecipazione delle fasce di pubblico che più difficilmente accedono all’offerta culturale.

L’inaugurazione dello spazio coincide con l’avvio della prima rassegna teatrale, Spazio Tempo Presente – scritture teatrali per il contemporaneo, un titolo che dichiara fin da subito l’intenzione curatoriale: mettere al centro opere e artisti che lavorano sul qui e ora, interrogando il nostro tempo attraverso scritture sceniche, dispositivi performativi e sguardi critici sul reale.

Spazio Tempo Presente
Scritture teatrali per il contemporaneo

Ballast – Officine Creative inaugura con la rassegna Spazio Tempo Presente – scritture teatrali per il contemporaneo, nata dalla collaborazione tra il Teatro Nuovo di Pisa, la Compagnia Remuda Teatro e Omissis – Osservatorio drammaturgico, che ne firma la direzione artistica.

Una programmazione dedicata alla nuova drammaturgia italiana che rappresenta il primo gesto programmatico di Ballast: una dichiarazione d’intenti che mette al centro la scrittura per la scena, il rapporto con il presente e il sostegno concreto ai percorsi artistici emergenti.

La selezione degli spettacoli di Spazio Tempo Presente, che si svolgerà tra marzo e maggio 2026, è stata curata da Omissis, a partire dalle produzioni di autrici e autori under 40, tra i più rappresentativi della scena italiana contemporanea. Sono state individuate opere che si distinguono per la capacità di interrogare il presente attraverso linguaggi innovativi, costruire un dialogo autentico con il pubblico e di aprire spazi di riflessione critica sul presente.

Un mosaico di scritture che riflette la varietà e la complessità delle voci che oggi abitano la scena.

Gli spettacoli
La rassegna Spazio Tempo Presente prende avvio il 12 marzo con Lexicon di Eliana Rotella, della Compagnia Corpora, produzione Pallaksch.
Lo spettacolo nasce da una riflessione sul linguaggio come campo di tensione, come spazio in cui si depositano potere, memoria e identità. In scena, parola e corpo si intrecciano per mettere in crisi l’idea di un linguaggio neutro, interrogando ciò che diciamo e, soprattutto, ciò che il linguaggio ci permette – o ci impedisce – di essere. Lexicon si muove sul confine tra gesto e voce, restituendo una drammaturgia che fa del linguaggio stesso il proprio terreno di scontro.

Il 19 marzo è la volta de La più grande tragedia dell’umanità di Jacopo Giacomoni, uno spettacolo della Compagnia Malmadur, produzione Evoè.
Con uno sguardo ironico e spietato, il lavoro affronta il nostro tempo attraverso il paradosso e la disillusione, mettendo in discussione la retorica del successo, del fallimento e della realizzazione personale. La scrittura attraversa il comico e il tragico per raccontare una condizione esistenziale diffusa, in cui la responsabilità individuale si scontra con l’impotenza collettiva, restituendo un ritratto lucido e inquieto della contemporaneità.

Il 9 aprile la rassegna prosegue al Teatro Nuovo di Pisa con Affogo di Dino Lopardo, produzione Gommalacca, un lavoro intenso e diretto che indaga il tema del soffocamento emotivo, sociale e generazionale. Affogo mette in scena corpi e parole in tensione, raccontando il senso di oppressione che attraversa le vite contemporanee, schiacciate tra aspettative, urgenze e desideri irrealizzati. La drammaturgia costruisce un percorso che alterna fragilità e resistenza, dando forma a un’esperienza teatrale che colpisce per la sua urgenza e necessità.

Il 16 aprile si torna a Spazio Ballast per lo spettacolo Il principe dei sogni belli di Tobia Rossi. Una favola amara che parla di crescita e cura, di paura e responsabilità, di padri e di figli. Il racconto di un pomeriggio incandescente che procede a spirale fino a stringersi sul concetto di menzogna, inossidabile caposaldo della nostra educazione e identità.

Il 6 maggio la rassegna prosegue con Il chiasso delle cose di Federico Malvaldi, produzione Guascone Teatro in collaborazione con Remuda Teatro.
Un racconto di formazione e amicizia che attraversa più epoche, dal 1999 a oggi, seguendo le vite intrecciate di due ragazzi. Lo spettacolo indaga le distorsioni della cultura maschile contemporanea, cresciuta dentro un modello che esalta la forza, la competizione e il controllo, ma non insegna a riconoscere la paura, il dolore e la fragilità.

A chiudere la rassegna, il 13 maggio, è Vita di San Genesio di Alessandro Paschitto, della compagnia CTRL+ALT+CANC.
Ispirandosi alla figura del santo patrono degli attori, lo spettacolo attraversa con ironia e consapevolezza il mito e il mestiere del teatro, riflettendo sulla vocazione artistica, sulla precarietà del lavoro culturale e sul senso del fare scena oggi. Tra sacro e profano, Vita di San Genesio si configura come una dichiarazione d’amore critica e appassionata al teatro, inteso come spazio di resistenza, rito collettivo e atto necessario.

Con la rassegna Spazio Tempo Presente, Ballast – Officine Creative si propone come uno spazio di incontro tra artisti e pubblico, un luogo dove la drammaturgia contemporanea può trovare ascolto, visibilità e riconoscimento. Un gesto inaugurale che traccia una direzione precisa: costruire un dialogo continuo con le scritture del presente, sostenendo chi del teatro fa strumento di indagine e trasformazione.

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Italian and lives in Italy. Professor of literature, journalist, editor of magazines and this digital newspaper. Author of numerous books.

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