SU “SEMIOTIGRAM” IL CASO DEL CORMORANO DELLA GUERRA DEL GOLFO

Screenshot

Una sola immagine può raccontare una guerra? Una fotografia è un fatto o una narrazione? Parte da queste domande il nuovo post pubblicato sul profilo Instagram SemiotiGram, il laboratorio social dedicato alla lettura semiotica dei fenomeni culturali contemporanei nato nell’ambito del corso di Semiotica dei media presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma, afferente al corso di laurea magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo.

Il profilo, diretto dalla semiologa Bianca Terracciano, propone contenuti divulgativi che applicano gli strumenti della semiotica all’analisi di arte, moda, musica, meme, cibo, crime, viaggi e cultura digitale, offrendo una lettura critica dei linguaggi mediali e delle narrazioni contemporanee.

Tra i contenuti più recenti spicca il post intitolato “La guerra in una sola immagine”, che analizza il caso del celebre cormorano coperto di petrolio diffuso dalle televisioni di tutto il mondo durante la Guerra del Golfo del 1991.

L’immagine, divenuta uno dei simboli mediatici della devastazione ambientale del conflitto, viene riletta alla luce dei concetti di “effetto di reale” e “regime di veridizione”, mostrando come alcune immagini possano apparire come prove oggettive della realtà anche quando sono in realtà costruite o decontestualizzate.

Il post evidenzia infatti come la fotografia del cormorano, percepita inizialmente come documento diretto della devastazione ambientale, sia stata successivamente oggetto di verifiche che hanno messo in luce elementi di ricostruzione e manipolazione narrativa, trasformando quella fotografia in un caso emblematico del potere simbolico delle immagini nei media.

Il contenuto è stato curato dal giornalista Alejandro G. Jantus, già ricercatore presso la Universidad del Salvador (USAL) e autore del lavoro di ricerca Guerra y paz: los conflictos de la última década (ISBN 987-98897- 0-3), che nel post propone una lettura semiotica del rapporto tra immagini, emozioni e costruzione della verità mediatica.

Il progetto SemiotiGram nasce con l’obiettivo di tradurre i concetti teorici della semiotica in contenuti accessibili e divulgativi sui social network, dimostrando come gli strumenti dell’analisi dei media possano aiutare a comprendere fenomeni contemporanei che vanno dalla moda ai meme, fino alle narrazioni mediatiche dei conflitti.

Il post dedicato al caso del cormorano della Guerra del Golfo mostra in particolare come una singola immagine possa trasformarsi in un potente dispositivo narrativo capace di influenzare la percezione pubblica di un evento storico.

Articolo precedenteItalian Tech Alliance: l’associazione consolida il proprio ruolo nell’innovazione
Prossimo articoloBallast – Officine Creative Nasce un nuovo spazio per le arti performative a Pisa
Italian and lives in Italy. Professor of literature, journalist, editor of magazines and this digital newspaper. Author of numerous books.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here