L’Onu riscrive le regole fiscali globali

Vittoria dei Paesi africani e dei Paesi in via di sviluppo. Il mondo sempre piu' indirizzato verso un nuovo ordine mondiale multipolare.

0
796

Londra – La notizia non e’ stata pubblciata dai maggiori (?) media italiani. Il perche’ e’ facilmente intuibile. Un nuovo ordine mondiale multipolare e’ alle porte e l’opinione pubblica italiana ed europea non lo deve sapere.

Nella mia qualita’ di business advisor ho il dovere di informare dei cambiamenti sociali, politici ed economici che avvengono o che avverranno nel Mondo.

Compreso, quindi quanto e’ avvenuto il 22 novembre scorso a New York, precisamente al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.


Vediamo cosa e’ successo.

L’ONU ha approvato un provvedimento proposto dai Paesi africani per riscrivere le regole fiscali attuali e renderle “inclusive ed efficaci”. Con un focus primario sui cosiddetti “paradisi”, teatri di “abusi da parte di super ricchi e multinazionali”.

Vediamo in cosa consiste il proveddimento e quali scenari si intravedono.

Per comprendere l’importanza di quato approvato e’ doveroso sapere che la risoluzione africana è stata votata da gran parte dell’Assemblea Onu: con 125 sì, 48 no e 9 astenuti.

L’obiettivo è quello di creare una convenzione quadro sulla tassazione globale perche’ l’architettura fiscale globale negoziata da 140 Paesi in sede Ocse, e concordata due anni fa da G7 e G20, e’ risultata “inefficace e iniqua perché porterà scarsissimi vantaggi ai Paesi poveri e a quelli in via di sviluppo”.
A votare contro sono stati gli Stati Uniti (non aveva firmato l’accordo Ocse), tutti i Paesi dell’Unione Europea inclusa l’Italia, e Regno Unito.
Ricordiamo che nell’Unione Europea nel 2024 entrerà in vigore la tassa minima del 15% sulle multinazionali.

Tra i favorevoli la Cina che e’ diventata in un’ottica sempre piu’ orienata ad un nuovo ordine mondiale multipolare la promotrice/amabscitrice degli interessi dei Paesi Africani e dei Paesi in via di sviluppo.

Secondo Alex Cobham, amministratore delegato del Tax Justice Network e’ stata una “vittoria storica dei Paesi del Sud del mondo a beneficio delle persone di tutto il mondo. I paradisi fiscali e i lobbisti aziendali hanno esercitato per troppo tempo troppa influenza sulla politica fiscale globale dell’Ocse. Oggi iniziamo a riprendere il potere sulle norme fiscali globali che riguardano tutti noi. Con l’appovazione della risoluzione si e’ spezzata la morsa che le ex potenze coloniali hanno continuato a esercitare sulle norme fiscali globali dopo la dissoluzione dei loro imperi”

L’Unione Africana e’ felice di quanto approvato perche’ finalmente “diventa realtà la lotta decennale dei Paesi del Sud del mondo per istituire un processo pienamente inclusivo presso le Nazioni Unite, condotta per partecipare alla definizione dell’agenda e delle norme sulla tassazione internazionale”.

La risoluzione approvata ieri non ha il potere di orientare le politiche dei singoli Stati in materia di tassazione ma rappresenta un passaggio storico importantissimo perche’ il problema della giustizia fiscale globale è arrivato dopo decenni (60 anni) al secondo comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si occupa di finanza globale e questioni economiche.

Quello di ieri e’ stato un primo decisivo passo verso una convenzione Onu.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA RISOLUZIONE ONU

Riccardo Cacelli
r.cacelli@cacelli.com

Articolo precedenteChanges to data protection laws to unlock post-Brexit opportunity
Prossimo articoloFPA Awards 2023
Business Advisor in Advanced Air Mobility and Urban Air Mobility, Unconvetional Marketing, Blue Ocean Strategy www.cacelli.com r.cacelli@cacelli.com

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here