Usa 2024, selezionati i dodici giurati del processo Trump a New York: si attendono le riserve

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Tribunale di New York - foto di Stefano Scibilia

RICHMOND (VA) – La giuria è al completo. I dodici componenti che avranno voce in capitolo nel processo di New York all’ex presidente Donald Trump sono stati finalmente trovati. Adesso si procede con la selezione delle riserve, che devono essere sei. Per il reclutamento sono stati necessari oltre cento colloqui.

Ai membri selezionati spetterà decretare l’innocenza o la colpevolezza di Trump nel processo che lo vede imputato per aver effettuato dei pagamenti in nero alla pornostar Stormy Daniels. L’obiettivo del magnate sarebbe stato quello di comprare il silenzio della donna su una loro relazione risalente al 2006. Il pagamento avvenne nel 2016, durante la campagna elettorale che portò il tycoon a diventare il 45esimo presidente degli Stati Uniti.

Adesso che i giurati sono stati trovati si attende il reclutamento delle riserve, con il giudice Juan M. Merchan che prevede l’inizio del processo vero e proprio per lunedì 22 aprile, con le dichiarazioni di apertura dell’accusa e della difesa. Nei primi due giorni del processo l’ex presidente Trump sembrava molto annoiato. Diversi organi di stampa hanno addirittura fatto cenno ad una fase in cui il magnate si era quasi addormentato in aula. Tuttavia nelle ultime ore l’impazienza e la sofferenza sembrerebbero aver preso il sopravvento.

Dopo l’udienza di ieri Trump ha parlato nuovamente di complotto politico: “Devo stare qui tutti i giorni in questa aula gelida, quando tutti sappiamo che questo è un complotto politico orchestrato da Joe Biden. Dovrebbe essere lui sotto processo”, ha detto il magnate, tornando a definire gli Stati Uniti un “Paese del Terzo Mondo”.

Mentre la campagna elettorale Usa 2024 viaggia sempre di più in un terreno inesplorato, un evento a Filadelfia con una decina di esponenti della famiglia Kennedy aggiunge nuove curiosità in vista di novembre. L’obiettivo ufficiale dell’evento era quello di ribadire il sostegno al presidente Joe Biden, ma la priorità “velata” era chiaramente quella di infliggere un duro colpo alla candidatura indipendente di Robert F. Kennedy Jr., nipote del 35esimo presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy.

Durante il suo discorso a Filadelfia Kerry Kennedy, sorella del candidato indipendente, ha definito il presidente Biden “un campione di tutti i diritti e le libertà”. In questa occasione non sono ovviamente mancate le critiche per Donald Trump, ma ciò che colpisce di più è il silenzio assoluto sulla candidatura del fratello.

Kennedy Jr. viene considerato dalla sua famiglia come un pericolo. L’avvocato, ambientalista e no-vax, ha un discreto seguito anche in ambiti conservatori e qualche giorno fa ha dichiarato di avere rifiutato un’offerta dall’entourage di Trump di correre come suo vice. La rivelazione è stata fatta dopo che un sito del movimento “Make America Great Again” lo aveva definito un “radicale di sinistra”.

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