Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rilascia oltre 3 milioni di pagine di documenti sul caso Jeffrey Epstein

WASHINGTON DC – Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato venerdì la pubblicazione di una nuova e imponente tranche di documenti relativi alle indagini su Jeffrey Epstein, il finanziere milionario accusato di traffico sessuale di minorenni e morto nel 2019 mentre era detenuto in un carcere federale di New York.

Secondo quanto comunicato dal vice procuratore generale Todd Blanche, il Dipartimento ha reso pubbliche oltre 3 milioni di pagine di documenti, insieme a più di 2.000 video e circa 180.000 immagini, nell’ambito dell’attuazione dell’Epstein Files Transparency Act, la legge che impone al governo federale di rendere noti i materiali investigativi sul caso.

I file sono stati pubblicati sul sito ufficiale del Dipartimento di Giustizia e comprendono una parte consistente dei documenti che, secondo le autorità, erano stati inizialmente esclusi dal primo rilascio avvenuto nel dicembre scorso.

La legge sulla trasparenza e le pressioni politiche

L’Epstein Files Transparency Act, entrato ufficialmente in vigore il 19 novembre 2025, è stato approvato dopo mesi di forti pressioni pubbliche e politiche, alimentate dal sospetto che il governo federale avesse per anni trattenuto informazioni cruciali sul funzionamento della rete di Epstein e sui suoi rapporti con persone ricche e potenti, tra cui figure di primo piano della politica e dell’establishment americano, come Donald Trump e Bill Clinton.

La legge stabilisce che il Dipartimento di Giustizia debba rendere accessibili tutti i documenti non classificati in suo possesso relativi alle indagini su Epstein e sulla sua ex compagna e collaboratrice Ghislaine Maxwell, condannata nel 2022 per il suo ruolo nel reclutamento e nello sfruttamento sessuale di minorenni.

Contenuto dei documenti pubblicati

Il materiale divulgato comprende:

  • rapporti investigativi dell’FBI e di altri organismi federali;

  • verbali di interrogatori e deposizioni;

  • comunicazioni interne tra agenzie federali;

  • immagini e registrazioni video raccolte durante le indagini;

  • documenti relativi a contatti, spostamenti e attività di Epstein nel corso di diversi decenni.

Le autorità hanno precisato che l’insieme complessivo dei documenti esaminati nell’ambito della legge superava i sei milioni di pagine, e che l’attuale rilascio rappresenta una parte significativa, ma non necessariamente esaustiva, del materiale disponibile.

Redazioni e limiti alla pubblicazione

Nonostante l’ampiezza della divulgazione, il Dipartimento di Giustizia ha chiarito che molti documenti sono stati parzialmente oscurati. Le redazioni riguardano in particolare:

  • informazioni che potrebbero rivelare l’identità delle vittime;

  • dettagli sensibili su indagini ancora aperte;

  • materiali protetti da segreto investigativo o da privilegi legali.

Immagini e video che ritraggono donne sono stati in gran parte modificati o oscurati per evitare ulteriori danni alle vittime, mentre altri contenuti sono stati resi pubblici solo in forma limitata.

Ritardi e critiche

La pubblicazione è avvenuta oltre la scadenza originariamente prevista dalla legge, fissata per dicembre 2025. Il Dipartimento ha giustificato il ritardo citando l’enorme volume dei documenti e la necessità di una revisione approfondita per rispettare i vincoli legali e la tutela delle persone coinvolte.

Il rilascio ha comunque suscitato critiche bipartisan. Alcuni legislatori e associazioni per la tutela delle vittime sostengono che le redazioni siano eccessive e che il governo continui a trattenere informazioni fondamentali, in contrasto con lo spirito della normativa sulla trasparenza.

Impatto politico e mediatico

La nuova ondata di documenti ha riacceso il dibattito pubblico sul caso Epstein e sui legami tra il finanziere e figure di alto profilo. Sebbene la presenza di nomi noti nei documenti non equivalga automaticamente ad accuse penali, la pubblicazione rafforza le richieste di maggiore chiarezza sul livello di conoscenza e di tolleranza che le istituzioni avrebbero avuto rispetto agli abusi commessi per anni.

Todd Blanche ha respinto le accuse secondo cui il Dipartimento avrebbe cercato di proteggere personaggi influenti, sostenendo che la revisione dei documenti è avvenuta esclusivamente sulla base di criteri legali e non politici.

Le prossime fasi

Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato di aver adempiuto ai principali obblighi previsti dall’Epstein Files Transparency Act, pur riconoscendo che alcuni materiali restano sotto revisione o non possono essere resi pubblici per motivi legali.

La mole di dati ora disponibile apre la strada a un’analisi approfondita da parte di giornalisti, ricercatori e organizzazioni per i diritti civili, e potrebbe contribuire a fare maggiore luce su uno dei casi più controversi e oscuri della recente storia giudiziaria americana.

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Italian, lives in the United States. He is a professional journalist accredited to the White House. He publishes reports and videos.

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