Bad Bunny al Super Bowl: uno spettacolo che ha dato uno schiaffo morale all’America di Trump

WASHINGTON DC – L’Halftime Show del Super Bowl firmato Bad Bunny non è stato soltanto intrattenimento: è diventato un evento culturale e politico capace di scuotere il dibattito pubblico americano. In un momento storico segnato dalla polarizzazione di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, l’artista portoricano ha trasformato il palco più potente della televisione globale in una narrazione visiva e simbolica che celebra inclusione, radici culturali e pluralismo.

Non uno slogan, non un comizio, ma una performance costruita per parlare direttamente alla coscienza collettiva — e che molti hanno interpretato come una risposta artistica all’America più rigida e identitaria.

Chi è Bad Bunny: dalle radici portoricane alla ribalta mondiale

Bad Bunny, nome d’arte di Benito Antonio Martínez Ocasio, nasce il 10 marzo 1994 a Vega Baja, Porto Rico. Cresciuto in un contesto popolare, sviluppa giovanissimo una forte passione per la musica cantando nel coro della chiesa e assorbendo sonorità urbane che avrebbero poi definito il suo stile.

La sua musica fonde reggaeton, trap latino e hip-hop, ma ciò che lo distingue è la capacità di raccontare identità, orgoglio culturale e temi sociali attraverso un linguaggio accessibile e globale. In pochi anni diventa una figura centrale della scena musicale internazionale, simbolo di una nuova generazione latina che rivendica spazio, voce e rappresentazione.

Un’esibizione epica: tredici minuti di racconto culturale

Per oltre tredici minuti, lo spettacolo ha costruito una vera narrazione scenica. L’apertura è cinematografica: Bad Bunny cammina lentamente in un campo di canna da zucchero, circondato da venditori ambulanti e persone che giocano a domino — immagini che evocano comunità, tradizione e memoria culturale.

Quando la scena si sposta sul palco centrale, l’energia esplode. Cardi B, Jessica Alba e Pedro Pascal compaiono insieme a ballerini di ogni provenienza, creando un mosaico umano che celebra la diversità. La coreografia mescola linguaggi urbani e tradizione caraibica, suggerendo che l’identità americana è plurale e stratificata.

Uno dei momenti più emozionanti arriva con la scena del matrimonio. Bad Bunny si avvicina a una coppia di sposi reali che avevano scritto all’artista per invitarlo. Da lì l’iniziativa dell’artista con il conseguente invito a sposarsi durante il Super Bowl. La chiamata viene accolta con entusiasmo e il sogno si trasforma in realtà: i due si scambiano promesse e anelli davanti a milioni di spettatori. È un gesto simbolico potentissimo, dove l’intimità diventa celebrazione pubblica di amore e speranza.

Subito dopo, un piccolo televisore trasmette il discorso di Bad Bunny ai Grammy. Terminata la proiezione, l’artista consegna simbolicamente il premio a un bambino sul palco, sussurrandogli: “credi in te stesso” — un messaggio autobiografico che però è rivolto anche alle nuove generazioni. Durante la parte centrale dello spettacolo entra in scena Lady Gaga, accolta da un cambio netto di luci e atmosfera. L’artista appare su una piattaforma rialzata, avvolta da un’illuminazione bianca e rossa, e intona dal vivo “Die With A Smile”, uno dei suoi brani più iconici, cantato in origine con Bruno Mars. La voce di Gaga si intreccia con la base ritmica riarrangiata per lo show, mentre attorno a lei i ballerini costruiscono una coreografia precisa e dinamica fatta di movimenti sincronizzati e rapide variazioni di formazione.

Conclusa la prima strofa, Gaga scende verso il centro palco dove raggiunge Bad Bunny: i due condividono un breve segmento coreografico che fonde passi urbani e gestualità teatrale, culminando in una posa finale sotto un’esplosione di luci e fumo scenico. Il momento dura poco più di un minuto ma rappresenta uno dei picchi visivi dell’esibizione, grazie al contrasto tra la teatralità di Gaga e l’energia latina del protagonista dello show.

La reazione politica e la tensione simbolica

Subito dopo lo show, Donald Trump ha reagito duramente, definendo la performance di Bad Bunny “assolutamente terribile, una delle peggiori di sempre” e sostenendo che “nessuno capisce una parola di quello che sta dicendo”. Queste parole non sono soltanto critiche estetiche: rispecchiano una resistenza ideologica alle espressioni artistiche che promuovono la pluralità e l’inclusione. La performance di Bad Bunny ha rappresentato un diretto contrasto morale alla visione culturale di Trump, dimostrando al pubblico globale che l’America è molto più della retorica politica di una singola amministrazione. Bad Bunny non ha replicato direttamente – e proprio questo silenzio ha reso la performance ancora più eloquente: lo spettacolo parlava già da sé.

Arte popolare come dichiarazione politica

Il Super Bowl è uno dei pochi momenti in cui l’intrattenimento diventa linguaggio nazionale. Bad Bunny ha utilizzato questa piattaforma per proporre un racconto culturale potente, evitando neutralità e compromessi. Non propaganda, ma affermazione identitaria. Non provocazione sterile, ma rappresentazione autentica. La performance dimostra che la cultura pop può essere spazio di dialogo e resistenza simbolica, capace di sfidare narrazioni politiche semplicemente esistendo.

Lo schiaffo morale che passa dall’arte

Lo spettacolo di Bad Bunny rimarrà nella memoria collettiva non solo per l’impatto visivo, ma per il significato culturale e politico. In un’America attraversata da tensioni ideologiche, l’artista ha mostrato una nazione plurale, viva e interconnessa. Il matrimonio in diretta, il messaggio ai giovani, la celebrazione delle radici e della diversità hanno costruito un racconto di futuro, non di divisione. È qui che nasce lo schiaffo morale: non un attacco diretto, ma una dimostrazione di forza culturale. Bad Bunny ha mostrato che l’identità americana può essere inclusiva senza perdere coesione, e che l’arte – quando è autentica – può sfidare il potere con la sola forza della rappresentazione.

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Italian, lives in the United States. He is a professional journalist accredited to the White House. He publishes reports and videos.

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