Madre condannata a 14 anni, perchè una gravidanza è stata confusa per colica renale. E’ giustizia questa? Intervista all’Avvocato Maria Concetta Gugliotta

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Pisa – E’ la sera dell’11 settembre del 2007 che si consuma la tragedia.
Una donna rumena in gravidanza, di cui omettiamo le generalità in quanto madre di un bambino di sette anni che vogliamo tutelare, ma che chiameremo “OMISSIS”, ha i primi sintomi del travaglio.

Chiama il 118. Viene portata in ospedale e laggiù nasce il piccolo Nicola che morirà il sucessivo 28 ottobre per encefalopatia ipossodica ischemica.

Nel processo la mamma è imputata per omicidio volontario.
Presidente della Corte di Assise il dott. Angelo Perrone, giudice a latere il Dott. Giulio Cesare Cipolletta, e 6 giudici popolari.
Il pubblico ministero è il dott. Giovanni Maddaleni.

Ecco alcuni punti salienti emersi nel dibattimento.

La OMISSIS è in Italia da un mese, non parla italiano, e quando viene soccorsa dalla prima ambulanza del 118 non riesce a spiegare la sua situazione.
Il medico del 118, dopo aver diagnosticato una colica renale invece di una gravidanza, ritiene di dover cambiare ambulanza e la OMISSIS viene così trasportata all’Ospedale Santa Chiara di Pisa con un mezzo non medicalizzato.
Giunta al pronto soccorso, la OMISSIS è alle fasi finali del travaglio, l’infermiere capisce immediatamente la situazione e viene trasferita subito nel reparto di ostetricia.
Qui le vengono fatte due radiografie e solo dalla seconda gli addetti si accorgono che la OMISSIS ha dato alla luce un bel maschietto di 3,5 kg di peso.
Se ne sono accorti solo dopo aver tolto i pantaloni alla OMISSIS.
Perchè nessuno lo aveva fatto prima?

Il piccolo nei suoi primi momenti di vita ha quindi sofferto per la mancanza di ossigenazione e dopo circa un mese, muore.

E la mamma, nonostante sia sempre stata seguita dal Servizoo sanitario Nazionale, viene accusata di omicidio volontario.

Nel corso del dibattimento sono sentiti come testimoni il medico del 118, gli infermieri, i periti ed alcuni testimoni quali gli assistenti socali che spiegano la condotta morale della OMISSIS.

Il Pm nella requisitoria finale chiede la derubricazione da omicidio volontario a mancata assistenza e chiede la condanna della OMISSIS con una pena di 6 anni di reclusione.

L’Avvocato Maria Concetta Gugliotta, difensore della OMISSIS, nella sua requisitoria chiede l’assoluzione per non aver commesso il fatto

Dopo alcune ore in Camera di Consiglio, viene data lettura della sentenza: 14 anni.
La OMISSIS è ritenuta dai giudici responsabile della morte del figlio quindi di omicidio volontario, ovvero infanticidio.
E proprio durante la lettura della sentenza che una giudice popolare (l’unica donna) si commuove e piange.

Guarda l’intervista che ci ha rilasciato l’Avvocato Maria Concetta Gugliotta.

Questo è il testo della memoria difensiva dell’Avvocato Maria Concetta Gugliotta.

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