
Confini e immigrazione: “Linea dura che funziona”
Uno dei punti centrali del discorso è stato il tema dell’immigrazione. Il presidente ha rivendicato un drastico calo degli attraversamenti illegali al confine meridionale, definendo la sicurezza dei confini una priorità assoluta della sua amministrazione.
“Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando”, ha affermato Trump, ribadendo che la linea dura sull’immigrazione è stata determinante per ristabilire ordine e controllo. Un messaggio diretto alla sua base elettorale, ma anche agli indecisi, in un contesto in cui le deportazioni di massa restano controverse e in parte impopolari.
Economia sotto pressione, ma Trump promette il boom
Affiancato da due alberi di Natale e con alle spalle un ritratto di George Washington, Trump ha portato con sé grafici per dimostrare, secondo la sua lettura, che l’economia americana è in ripresa: inflazione in rallentamento, redditi in aumento e nuovi investimenti industriali.
Il presidente ha parlato di una “ritrovata stabilità” e promesso un futuro di forte crescita: “Siamo pronti per un boom economico come il mondo non ha mai visto”. Ha inoltre assicurato che i tassi dei mutui scenderanno e che l’amministrazione presenterà “alcuni dei piani di riforma abitativa più aggressivi della storia americana”.
Tuttavia, i dati più recenti raccontano un quadro più complesso: l’inflazione è tornata a salire fino al 3% annuo, anche a seguito dei dazi sulle importazioni annunciati ad aprile, mentre il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento, con disoccupazione in aumento al 4,6%.
Bonus natalizio ai militari: assegni da 1.776 dollari
Tra gli annunci più rilevanti, Trump ha comunicato l’invio di un bonus natalizio da 1.776 dollari a circa 1,45 milioni di militari statunitensi, per una spesa complessiva stimata in 2,6 miliardi di dollari.
La cifra, ha spiegato il presidente, è un riferimento simbolico al 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, che ricorrerà il prossimo anno. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato, aggiungendo che le risorse proverrebbero in parte dai proventi dei dazi sulle importazioni.
Tono duro e divisioni politiche
Nonostante il periodo festivo, il tono del discorso è apparso a tratti polemico, più vicino a quello di un comizio che a un tradizionale messaggio presidenziale alla nazione. Trump ha parlato a ritmo serrato, con passaggi duri contro gli avversari politici e pochi richiami all’unità nazionale.
Anche sul fronte della politica estera e della sanità, il presidente ha preferito attaccare i Democratici, attribuendo loro il possibile aumento dei premi assicurativi legati all’Affordable Care Act, senza però presentare una proposta legislativa alternativa.
Lo sguardo alle elezioni di medio termine
Secondo gli osservatori, l’intervento televisivo rappresenta un tentativo di riconquistare consensi tra moderati e indipendenti, in vista delle elezioni di medio termine del 2026, decisive per il controllo di Camera e Senato.
Al termine della diretta, Trump avrebbe chiesto un riscontro ai suoi collaboratori, ricevendo rassicurazioni sull’efficacia del discorso. Il presidente ha infine riferito che la capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, lo aveva incoraggiato a parlare alla nazione, complimentandosi con lui per aver rispettato i tempi previsti.


