Trump verso lo State of the Union 2026: dazi, immigrazione e politica estera nel cuore del discorso

WASHINGTON DC – Il discorso sullo State of the Union 2026 che il presidente americano Donald Trump pronuncerà nella notte italiana tra martedì e mercoledì davanti al Congresso non è soltanto un tradizionale rendiconto annuale: è un tentativo strategico di consolidare il sostegno repubblicano e modellare l’agenda politica americana nei prossimi mesi, mentre gli Stati Uniti si avvicinano alle importanti elezioni di medio termine di novembre 2026.

In questa occasione Trump affronterà temi caldi come economia, immigrazione, politica estera e, soprattutto, il recente e controverso scontro con la Corte Suprema sui dazi commerciali, che sta ridefinendo parte del dibattito politico sulle competenze esecutive e il ruolo del Congresso.

Economia e i riflettori sui dazi dopo la bocciatura della Corte Suprema

Una delle questioni economiche che probabilmente sarà al centro dello State of the Union 2026 riguarda il contenzioso sui dazi commerciali globali introdotti dall’amministrazione Trump e la successiva reazione dopo una sentenza storica della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Nello specifico, la Corte Suprema ha stabilito che una parte significativa dei dazi imposti dall’amministrazione sotto l’autorità dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) era illegale perché il presidente non può usare quel potere per imporre dazi su larga scala senza un’esplicita autorizzazione del Congresso federale. Queste tariffe includevano sia i dazi “globali” applicati a importazioni da molte economie partner, sia quelli collegati a specifiche questioni come i flussi di sostanze illegali, con aliquote variabili originariamente tra il 10% e il 50%. La Corte ha quindi deciso che l’uso dell’IEEPA in questo contesto oltrepassava i poteri costituzionali dell’esecutivo.

In risposta a questa decisione, l’amministrazione ha interrotto la riscossione di quei dazi considerati illegittimi e ha introdotto un nuovo programma tariffario basato su un’altra autorità giuridica, ossia la Section 122 del Trade Act del 1974. Con questo nuovo strumento, Trump ha emanato tariffe globali temporanee sul 15% delle importazioni statunitensi, valide per un periodo limitato (di solito 150 giorni).

Questa strategia è pensata per aggirare il veto della Corte Suprema sull’uso dell’IEEPA, facendo leva su poteri più specifici che consentono l’imposizione di tariffe per correggere squilibri nella bilancia dei pagamenti e questioni economiche strutturali senza richiedere il via libera del Congresso.  Tale passaggio rappresenta una svolta significativa nella politica commerciale americana: segnala la volontà dell’amministrazione di mantenere leve protezionistiche anche di fronte a ostacoli giudiziari, ma in un quadro giuridico e normativo diverso da quello originario.

Messaggio politico interno: costi della vita e consenso elettorale

Un segmento importante dello State of the Union sarà dedicato a come le politiche economiche dell’amministrazione influenzano il costo della vita quotidiana, tema che ha pesato sulle recenti performance elettorali del Partito Repubblicano. Trump cercherà di spiegare che misure come il sostegno alla produzione interna, la riduzione della dipendenza dalle forniture straniere e la riforma dei processi amministrativi possano tradursi in vantaggi concreti per il cittadino medio americano.

Il presidente intende anche ribadire l’idea di una America forte e dinamica, in cui opportunità economiche e stabilità finanziaria siano alla portata dei cittadini, continuando un filone retorico che ha caratterizzato la sua politica fin dal primo mandato.

Sicurezza interna e la gestione dell’immigrazione: il caso Minneapolis

Altra parte centrale del discorso di Trump tratterà la sicurezza interna e la gestione dell’immigrazione, un tema particolarmente sensibile negli Stati Uniti. E proprio negli ultimi mesi Minneapolis – nel Minnesota – è diventata un simbolo della complessità di questo dibattito.

Nella città si è svolta un’operazione di enforcement federale denominata “Operation Metro Surge”, un massiccio dispiegamento di agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e della Border Patrol con l’obiettivo di arrestare e deportare immigrati irregolari. Questa campagna ha generato una forte reazione pubblica e proteste prolungate, anche a causa di episodi che hanno portato alla morte di cittadini americani durante gli scontri con agenti federali.

Due casi particolarmente controversi, quello di Renée Good e di Alex Pretti, entrambi cittadini statunitensi uccisi da agenti federali durante l’operazione, hanno suscitato indignazione e richieste di maggiore responsabilità da parte delle autorità. Questi eventi hanno portato anche all’attivazione della Guardia Nazionale del Minnesota per assistere le forze locali nel mantenimento dell’ordine, un fatto raro che testimonia la tensione sul terreno.

Le proteste e le critiche non si sono limitate alle strade: la scena politica e sociale ha risposto con iniziative pubbliche, tra cui eventi di mobilitazione, raccolte fondi e critiche da parte di esponenti della società civile che hanno definito l’operazione eccessiva e dannosa per i rapporti tra comunità e forze dell’ordine. Recentemente un grande concerto di beneficenza a Minneapolis ha raccolto oltre 600mila  dollari per le famiglie colpite dalle iniziative di enforcement e ha messo in evidenza la spaccatura tra diverse visioni della politica migratoria.

In questo contesto, Trump dovrà bilanciare una narrazione di fermezza con la realtà di proteste di massa e critiche per gli esiti violenti di certe operazioni, nel tentativo di convincere gli elettori che una politica più rigorosa sull’immigrazione è nell’interesse nazionale.

Politica estera e ruoli globali

Trump userà inoltre lo State of the Union per ribadire il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale. Attese sono le sue parole riguardo le operazioni militari recenti, l’impatto delle tensioni con l’Iran, i rapporti con alleati NATO e iniziative in Medio Oriente. Nel suo discorso cercherà di mostrare come gli Stati Uniti continuino a essere protagonisti globali, pur sottolineando la differenza di approccio rispetto alle amministrazioni precedenti.

Reazioni e dinamiche politiche interne

Il discorso non sarà privo di polemiche. Diversi esponenti del Partito Democratico hanno annunciato che diserteranno l’indirizzo ufficiale, organizzando eventi alternativi con messaggi critici sui principali temi affrontati dal presidente. Queste dinamiche riflettono le profonde divisioni interne alla politica statunitense, dove questioni economiche, di sicurezza e di immigrazione continuano a polarizzare l’opinione pubblica.

Uno State of the Union chiave in un momento cruciale

Lo State of the Union 2026 di Trump non sarà semplicemente una celebrazione dei risultati raggiunti, ma un vero e proprio tentativo di ridefinire l’agenda politica nazionale e di consolidare il consenso attorno alla sua leadership e alla visione repubblicana di governo, in un periodo caratterizzato da tensioni interne, scontri istituzionali e sfide economiche e sociali profonde.

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Italian, lives in the United States. He is a professional journalist accredited to the White House. He publishes reports and videos.

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