Usa 2024, Biden ancora in crisi: Kamala Harris porta in alto il nome del partito

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RICHMOND (VA) – L’esito del dibattito di giovedì 27 giugno continua ad avere inevitabili ripercussioni sulla campagna elettorale del presidente Joe Biden. Sebbene l’ipotesi di un ritiro non sia più un tabù, Biden per il momento resiste e prova ancora ad invertire l’inerzia negativa della sua corsa alla rielezione. Sa che per adesso non può concedersi distensioni, anche in vista del vertice della Nato che si terrà la prossima settimana a Washington dal 9 all’11 luglio.

Intanto il New York Times continua ad interrogarsi sui possibili modi con cui il presidente Biden potrebbe trovare rimedio alla prestazione negativa nel confronto diretto con Donald Trump negli studi televisivi della Cnn. La testata inoltre specifica che dopo un ultimo controllo medico il presidente avrebbe chiesto di non avere più impegni dopo le 20.

Secondo quanto scrive la stampa americana, a portare alto il nome dei democratici in questa fase delicata è la vicepresidente Kamala Harris. Alcuni analisti sostengono che a sua popolarità non sia mai stata alta durante il mandato di Biden, altri invece affermano che potrebbe essere la carta giusta in caso di un ritiro dell’attuale presidente dalla corsa alla Casa Bianca.

L’idea di avere una prima presidente donna nella storia degli Stati Uniti potrebbe rappresentare un importante elemento di novità per il popolo americano che, secondo dati statistici ormai noti, non risulta divorato dall’entusiasmo per la rivincita di Usa 2020 tra Biden e Trump.

In molti all’interno del partito sostengono che sarebbe meglio puntare sui governatori democratici. Tra questi i più gettonati sarebbero Gretchen Whitmer (Michigan) e Gavin Newsom (California). Inoltre un ultimo sondaggio di Ipsos per Reuters sostiene che gli elettori democratici vorrebbero una candidatura di Michelle Obama.

Ciò che rimane certo è che il Congresso sta gradualmente perdendo fiducia nei confronti di Biden. Le pressioni esercitate sul presidente sono in aumento. Senatori e deputati si sono esposti in questi giorni a favore di un passo indietro, altri invece rimangono alla finestra in attesa di ulteriori novità.

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