Trump riceve Mamdani alla Casa Bianca: dialogo inatteso su New York e il costo della vita

WASHINGTON DC – Il presidente americano Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca il neo sindaco di New York Zohran Mamdani, dando vita a un incontro che pochi avrebbero immaginato solo settimane fa. Il faccia a faccia nello Studio Ovale è stato presentato come un primo passo verso un dialogo più costruttivo, nonostante le marcate differenze politiche tra i due leader.

Accogliendo Mamdani davanti ai giornalisti, Trump ha messo da parte i toni taglienti del passato e ha sottolineato un obiettivo condiviso: «Vogliamo che questa città che amiamo faccia incredibilmente bene». Il presidente ha anche elogiato la corsa elettorale del nuovo sindaco, ricordando come «abbia battuto molte persone intelligenti».

Accessibilità economica al centro del bilaterale

Durante il colloquio, Mamdani ha definito l’incontro «produttivo», spiegando di aver discusso con Trump delle difficoltà economiche che gravano su milioni di newyorkesi: costo degli alimenti, utenze, canoni d’affitto e fenomeni di espulsione dai quartieri popolari.

Il sindaco ha ribadito che la priorità è rendere la città più accessibile: «Non vedo l’ora di lavorare insieme per garantire questa accessibilità economica ai newyorkesi». Tra le idee portate sul tavolo, anche l’apertura di negozi di alimentari gestiti dal Comune nelle zone più disagiate.

Battute e distensioni dopo mesi di tensioni

Il bilaterale ha offerto anche un momento di leggerezza. Quando un giornalista ha ricordato a Mamdani una sua precedente definizione di Trump come “fascista”, il sindaco ha tentato una risposta diplomatica. Il presidente lo ha però interrotto sorridendo: «Va bene, puoi semplicemente dirlo. È più facile che spiegarlo, non mi dispiace». La battuta ha alleggerito un clima comunque carico di attese.

Trump, rivolto ai giornalisti, ha poi suggerito che alcune posizioni del sindaco potrebbero evolversi nel tempo: «Penso che sorprenderà alcune persone conservatrici». Mamdani ha scelto di non commentare.

Le dinamiche dell’arrivo in Casa Bianca

L’incontro nello Studio Ovale, inizialmente chiuso alla stampa, è stato poi aperto a un gruppo ristretto di giornalisti. Ma non è stato immediatamente chiaro come Mamdani fosse entrato nel complesso presidenziale, evitando l’ingresso dove erano in attesa decine di reporter. La conferma dell’arrivo è arrivata dal direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, che su X ha pubblicato una foto ironica: «Troppo tardi ragazzi! Siete tutti troppo lenti».

Trump: «Mi sentirei a mio agio nella New York di Mamdani»

Sul piano politico, entrambi hanno sottolineato come le rispettive campagne abbiano messo al centro il tema dell’accessibilità economica, anche se Trump non ha specificato quali punti consideri comuni.

Al termine del bilaterale, il presidente ha lanciato un segnale di apertura senza precedenti: «Mi sentirei molto a mio agio nella New York immaginata da Mamdani, specialmente dopo questo incontro. Voglio che faccia un buon lavoro».

Una tregua dopo accuse incrociate

Il dialogo tra i due arriva dopo mesi di ostilità. Trump aveva più volte bollato Mamdani come «un pazzo comunista al 100%», mentre il sindaco, nel discorso della vittoria, aveva promesso che New York non si sarebbe sottomessa alle politiche del presidente repubblicano.

L’incontro odierno non cancella le divergenze, ma segna un’inattesa tregua politica e apre a una possibile collaborazione istituzionale su uno dei temi più sensibili per la metropoli: il costo della vita e la sostenibilità economica per milioni di residenti.

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Italian, lives in the United States. He is a professional journalist accredited to the White House. He publishes reports and videos.

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