Corte Suprema Usa blocca i dazi di Trump, presidente attacca la decisione e annuncia “piano di riserva”

Corte Suprema degli Stati Uniti - Foto di Stefano Scibilia

WASHINGTON DC – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza di grande portata costituzionale e commerciale: con sei voti favorevoli contro tre, il massimo organo giudiziario del Paese ha stabilito che il presidente Donald Trump non ha il potere di imporre dazi doganali su larga scala facendo affidamento sull’International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977 concepita per conferire al presidente poteri speciali in caso di emergenze nazionali. La sentenza chiarisce che l’autorità di imporre tariffe è prerogativa del Congresso, e non dell’Esecutivo, ribadendo così uno dei principi cardine della Costituzione americana: la separazione dei poteri tra esecutivo e legislativo.

La Corte ha sottolineato che l’IEEPA non contiene un riferimento esplicito all’imposizione di dazi e dunque non può essere interpretato per conferire poteri di natura fiscale al presidente. La decisione riguarda in particolare i dazi “riconosciuti come globali”, imposti dall’amministrazione Trump a partire dal 2025 su una vasta gamma di prodotti importati dagli Stati Uniti da Paesi come Cina, Canada, Messico e membri dell’Unione Europea.

Questa sentenza ha già scatenato un ampio dibattito su quali strumenti l’Amministrazione possa ancora utilizzare per regolare il commercio internazionale. Pur essendo stata una sconfitta per una delle principali strategie commerciali dell’opera politica di Trump, esperti osservano che ciò non significa che gli Stati Uniti non potranno imporre dazi in futuro, ma che tali misure dovranno essere approvate con leggi specifiche dal Congresso o adottate attraverso altri meccanismi previsti dalla normativa commerciale.

Reazione politica di Trump

Il presidente Donald Trump non ha accettato la decisione della Corte senza commenti. Secondo quanto riportato dalla Cnn, Trump ha definito la bocciatura dei dazi come una “vergogna”, promettendo però di avere un “piano di riserva”per mantenere qualche forma di protezione commerciale senza violare i limiti costituzionali imposti dal verdetto.

La Casa Bianca sta ora valutando alternative legali e politiche per preservare parte della sua politica commerciale, tenendo conto della netta distinzione ribadita dalla Corte tra competenze del Congresso e poteri esecutivi. Questo dibattito politico è destinato a proseguire nelle prossime settimane, con possibili proposte di nuove leggi o riforme che passino attraverso il Parlamento federale.

Effetti diretti e prospettive sui dazi esistenti

La sentenza potrebbe influire su tutte le tariffe imposte unilateralmente dall’Esecutivo, inclusi i dazi al 15% sulle merci europee e altre imposte analoghe adottate senza un chiaro mandato legislativo da parte del Congresso. Questi dazi, che erano stati imposti nell’ambito di ordini esecutivi e classificati dall’Amministrazione come misure contro squilibri commerciali o minacce alla sicurezza nazionale, sono ora messi in discussione per la loro legittimità costituzionale.

Alcuni operatori economici e associazioni di categoria stanno già valutando la possibilità di richiedere rimborsi per i dazi già pagati, dato che le imprese che importano merci negli Stati Uniti potrebbero avere diritto alla restituzione delle somme versate in base a politiche tariffarie valide solo fino alla sentenza. Stime preliminari indicano che l’importo complessivo dei dazi riscossi sotto l’IEEPA potrebbe superare i 175 miliardi di dollari, una somma significativa che potrebbe portare a complesse richieste di rimborso se confermata nella pratica.

Reazioni dei mercati finanziari

La sentenza ha avuto un impatto immediato sui mercati azionari. I principali indici sia negli Stati Uniti sia in Europa hanno registrato rialzi in seguito alla notizia, in parte perché l’eliminazione di dazi unilaterali riduce una fonte di incertezza nel commercio internazionale e favorisce i settori dipendenti dalle importazioni. Negli Stati Uniti, il S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in territorio positivo, mentre il dollaro si è indebolito rispetto alle principali valute mondiali.

L’effetto si è propagato anche sui mercati europei, dove la prospettiva di relazioni commerciali più prevedibili con gli Stati Uniti ha stimolato acquisti in vari comparti industriali. Questo riflette l’aspettativa degli investitori che tariffe più basse o eliminate possano ridurre i costi per le imprese europee esportatrici e favorire un clima commerciale più favorevole.

Reazioni istituzionali internazionali

La decisione della Corte Suprema ha suscitato reazioni a livello istituzionale. Un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che l’Unione Europea “prende atto della sentenza e sta analizzando attentamente la situazione”, sottolineando l’importanza di “relazioni commerciali stabili e prevedibili per le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico” e ribadendo il sostegno alle tariffe basse e alla loro progressiva riduzione.

Dal Canada è giunta una reazione netta alla decisione della Corte Suprema. Il governo canadese ha definito la sentenza una conferma del fatto che i dazi imposti dagli Stati Uniti erano “ingiustificati”, evidenziando come la politica tariffaria statunitense avesse causato tensioni con partner commerciali chiave e perturbato le catene globali di approvvigionamento.

Scenari per il futuro del commercio internazionale

La sentenza arriva in un contesto in cui da diversi mesi i rapporti commerciali globali erano stati scossi da una serie di tariffe unilaterali imposte dall’amministrazione americana, che avevano incluso anche alte aliquote su acciaio, alluminio e altri prodotti industriali. In passato, alcune di queste misure erano state temporaneamente bloccate da altre corti federali, con amministrazioni e gruppi di imprese che si erano scontrati sull’interpretazione del potere esecutivo.

La sentenza rafforza il ruolo del Congresso come autorità primaria nella definizione della politica commerciale, e richiederà ai legislatori federali di prendere parte attiva in qualsiasi nuovo sistema tariffario di vasta portata. Allo stesso tempo, restano aperte possibilità per l’Esecutivo di utilizzare normative più specifiche, già previste dal Congresso, per introdurre misure commerciali mirate in settori specifici, come quelle basate su legislazioni settoriali o accordi multilaterali.

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Italian, lives in the United States. He is a professional journalist accredited to the White House. He publishes reports and videos.

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